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Gentiloni vede Tsipras su riforma governance economica Ue e migranti

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Gentiloni vede Tsipras su riforma governance economica Ue e migranti

L’incontro tra Gentiloni e Tsipras a Corfù nel settembre del 2017
L’incontro tra Gentiloni e Tsipras a Corfù nel settembre del 2017

È stato un bilaterale a margine di un summit dell’Europa del Sud, ma è stato anche un incontro dal peso strategico: allo stesso tavolo Italia e Grecia, i due paesi che, in prima linea nella gestione dei flussi migratori, da tempo sono impegnati in un braccio di ferro con una parte dell’Europa centrale, il cosiddetto “gruppo di Visegrád” (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), contraria a una condivisione dei rifugiati tra tutti i partner europei. Oggi pomeriggio il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha incontrato a Palazzo Chigi Alexis Tsipras.

Il premier greco è a Roma per partecipare, oggi e domani, a Med-Set, il vertice dei Paesi dell’Europa meridionale che, oltre a Italia e Grecia, coinvolge Francia, Spagna, Portogallo, Malta e Cipro.

Al centro del vertice riforma governance economica e regolamento Dublino
Durante il faccia a faccia Gentiloni e Tsipras hanno discusso di come rilanciare la cooperazione in ambito europeo. Sia - spiegano fonti di Palazzo Chigi - dal punto di vista della riforma della governance economica sia da quello della gestione dei flussi migratori. Qui il dialogo tra i due capi di Governo è caduto inevitabilmente sulla riforma del regolamento di Dublino, in base al quale il Paese di arrivo è automaticamente responsabile per le richieste di asilo. Oggi Italia e Grecia non hanno concluso nuovi accordi ma entrambe le parti hanno confermato il salto di qualità che ha caratterizzato i rapporti tra Italia e Grecia a partire dal primo vertice intergovernativo che si è tenuto a Corfù nel settembre scorso.

Italia secondo fornitore della Grecia dopo la Germania
Sullo sfondo dell’incontro, i rapporti commerciali - positivi - tra i due Paesi. Sulla base di un rapporto Elstat – l’ente statistico greco - del febbraio 2017, l’Italia risulta essere il secondo fornitore della Grecia dopo la Germania, mentre sul lato delle importazioni, si classifica al primo posto seguita da Germania e Turchia. Dopo aver subito un calo a causa della crisi economica, l’interscambio commerciale con Atene si è attestato su valori pressoché costanti negli ultimi anni (intorno ai 6 miliardi di euro, secondo i dati Istat elaborati dall’osservatorio economico del Mise), con il saldo commerciale sempre a favore dell’Italia.

La partita sui porti del Mediterraneo
Gli investimenti cinesi nei porti mediterranei scorrono lungo la rotta marittima delle nuove vie della seta (Belt and road initiative), il progetto infrastrutturale e commerciale lanciato da Xi Jinping nel 2013. Il Pireo, di proprietà cinese (Cosco), è il perno ma Trieste, Genova e Venezia puntano a conquistare una fetta del traffico delle merci via mare. Opportunità anche via terra: Trainose, il principale operatore ferroviario ellenico, è controllata da Ferrovie dello Stato. Dettaglio quest’ultimo non irrilevante, considerato che uno dei progetti di punta promosso dai cinesi - China-Europe Land-Sea Express Line - è quello che prevede una rete ferroviaria con la quale trasportare le merci dal porto del Pireo all’Europa occidentale attraverso Macedonia, Serbia e Ungheria.

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