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Senatore dem Usa: «Russia potrebbe interferire sul voto italiano»

Smentita russa: «Bugie»

Senatore dem Usa: «Russia potrebbe interferire sul voto italiano»

Il senatore democratico Ben Cardin (AP Photo/Susan Walsh, File)
Il senatore democratico Ben Cardin (AP Photo/Susan Walsh, File)

«Con le elezioni in arrivo nel 2018, l'Italia potrebbe essere un obiettivo per l'interferenza elettorale del Cremlino, che probabilmente cercherà di promuovere i partiti che sono contro il rinnovo delle sanzioni europee alla Russia» per l'Ucraina: lo afferma il rapporto sulle ingerenze russe internazionali redatto dallo staff del senatore democratico Usa Ben Cardin, importante membro della commissione esteri del Senato Usa, che nelle tre pagine dedicate all'Italia 'punta il dito' sui 5 Stelle e la Lega Nord. Il rapporto sostiene che la Russia continua ad interferire nella vita democratica di molti Paesi e dopo le presidenziali americane potrebbe colpire nuovamente in Usa nelle elezioni di midterm a fine anno, e accusa Donald Trump di ignorare la minaccia, mentre Vladimir Putin «continua ad affinare il suo arsenale asimmetrico e guarda alle future opportunità per erodere il sostegno alle istituzioni democratiche».

Nella parte del rapporto che riguarda il nostro Paese, si legge tra le altre cose che «Il Movimento cinque stelle, formato nel 2009 e diventato popolare negli ultimi anni con il suo messaggio anti establishment, cerca di mettere fine alle sanzioni alla Russia e normalizzare le relazioni con il regime del dittatore siriano Bashar Assad, riconosce l'annessione della Crimea, si oppone alla partecipazione dell'Italia alle esercitazioni Nato e ha chiesto un referendum sull'inclusione dell'Italia nell'Eurozona». Il dossier cita sostanzialmente fonti di stampa ricordando vari episodi. Tra questi le dichiarazioni di Manlio di Stefano secondo cui la Nato sta preparando un “assalto finale” contro la Russia e «c'è un limite» all'alleanza forgiata da Italia e Usa dopo la seconda guerra mondiale o le “fake news” e le “teorie cospirative” diffuse durante il fallito referendum costituzionale.

Il Cremlino, secondo il rapporto, «ha lavorato anche per stabilire rapporti formali con partiti politici italiani estremisti. Per esempio il partito Russia Unita e la Lega Nord, un partito populista radicale di destra, hanno firmato un accordo di cooperazione nel 2017 in cui concordano di sviluppare legami nel Consiglio d'Europa e nell'Osce, come pure promuovere rapporti economici tra i due Paesi». «Alcuni osservatori sospettano anche che la Lega Nord possa aver ricevuto fondi dai servizi di sicurezza del Cremlino», prosegue il rapporto. «Mentre non c'è alcuna evidenza che il M5S riceva fondi da fonti legate al Cremlino - si legge nel documento - un dirigente italiano della sicurezza nazionale ha detto a Business Insider di pensare che 'alcuni dei nostri partiti siano vulnerabili all'infiltrazione: non hanno l'esperienza, gli anticorpi, per respingere questi formidabili servizi di intelligence’».

Il rapporto afferma poi che «anche le aziende energetiche statali russe esercitano influenza tramite società energetiche italiane come l'Eni», di cui vengono ricordati i rapporti con Gazprom. Infine, tra le «lezioni da imparare», viene ricordato il progetto educativo lanciato dalla presidente della Camera Laura Boldrini contro le fake news.
Il dossier, uno dei più estesi sino ad oggi sulle ingerenze di Mosca, ricostruisce un'attività ventennale e traccia le azioni russe in un'altra ventina di Paesi europei - dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Germana all'Ucraina - dettagliando le campagne di disinformazione, il finanziamento delle cause di estrema destra e la manipolazione delle fonti di approvvigionamento energetico.
Il documento, basato su interviste ad ambasciatori europei in Usa e colloqui in Europa con dirigenti governativi, ong e media, si conclude con oltre 30 raccomandazioni, tra cui nuove sanzioni contro chi lancia cyber-attacchi alle elezioni o alle infrastrutture cruciali, un impegno alla mutua difesa contro gli hackeraggi, l'obbligo per i social media di svelare le fonti di finanziamento per le pubblicità politiche. A Trump si chiedono nuove sanzioni e di creare un'agenzia sul modello del Centro nazionale anti-terrorismo per coordinare la risposta Usa.

Ma il ministero degli Esteri russo smantisce categoricamente: la portavoce Maria Zakharova, interpellata da un’agenzia di stampa italiana, ha definito il senatore democratico Usa Ben Cardin «un bugiardo. Spetta agli italiani eleggere i propri leader», ha dichiarato Zakharova.

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