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S&P: calciomercato record nel 2017, le squadre europee emetteranno…

L’analisi di S&P Global Ratings

S&P: calciomercato record nel 2017, le squadre europee emetteranno bond

(Afp)
(Afp)

Spese record, anche per accaparrarsi giocatori, e piani di espansione potrebbero portare le squadre di calcio europee a emettere obbligazioni come nuova modalità per finanziare le loro attività sfruttando anche nel mercato dei capitali i benefici dei loro marchi forti. È quanto prevede S&P Global Ratings, che fa notare come il calciomercato abbia raggiunto livelli senza precedenti nel 2017.

L’agenzia di rating ha calcolato che le cinque principali leghe europee hanno speso complessivamente oltre 4,6 miliardi di euro soltanto per l’acquisto di calciatori; la cifra include le due operazioni più costose di sempre del calciomercato. S&P non le cita ma si tratta di quelle riguardanti il brasiliano Neymar e il francese Mbappé. Nel primo caso, il giocatore è passato in estate dal Barcellona ai francesi del Paris Saint-Germain per 220 milioni di euro; nel secondo, il calciatore è stato trasferito dal Monaco sempre al Paris Saint-Germain per circa 180 milioni di euro, ma va detto che questo trasferimento è formalmente un prestito che diventerà ufficiale soltanto la prossima estate.

Escludendo questo accordo, il secondo trasferimento più costoso di sempre è quello siglato proprio dal Barcellona, che ha reinvestito i soldi incassati dalla cessione di Neymar acquistando il francese Ousmane Dembélé dai tedeschi del Borussia Dortmund per 145 milioni di euro (di cui 40 di bonus). Lo stesso Barcellona ha iniziato il 2018 superando la spesa record effettuata per Dembélé con l'acquisto del brasiliano Philippe Coutinho per 160 milioni di euro (di cui 40 milioni di bonus) dal Liverpool.

S&P ha anche fatto notare che i club calcistici hanno continuato a perseguire piani di espansione attraverso la costruzione di stadi nuovi o il miglioramento di quelli esistenti. «Le loro spese sempre in rialzo stanno a significare che nuove risorse di finanziamento potrebbero essere decisive per permettere ai club calcistici europei di raggiungere con successo i loro obiettivi di espansione», ha spiegato l’agenzia di rating in un rapporto.

L'analista Omri Stern ha aggiunto che la «tenuta creditizia dei club è sostenuta dalla performance e dalla fedeltà dei fan». L'idea è che buoni risultati sul campo di gara permettono alle squadre di vedere crescere i ricavi generati da accordi commerciali e televisivi e che una base solida di fedelissimi può fornire un cuscinetto protettivo in tempi avversi attraverso vendite commerciali e di biglietti negli stadi.

Nell'analisi di S&P, anche un controllo dell'indebitamento e dei costi risultano cruciali. In generale, «le risorse economiche determinano il successo di una squadra». Se per entrare a fare parte dell'elite dei club serve «la generosità di proprietari ricchi», per continuare a farne parte sono necessarie «iniezioni costanti di denaro».

Per questo Stern ha fatto notare che «per via della volatilità intrinseca ai risultati calcistici», S&P non si aspetta di giudicare il profilo di rischio delle squadre di calcio al top oltre il “fair”.

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