Italia

Trattato del Quirinale per consolidare la cooperazione tra Roma e Parigi

L'Analisi|L’annuncio al summit di lione

Trattato del Quirinale per consolidare la cooperazione tra Roma e Parigi

Il paragone con il Trattato dell’Eliseo del 1963 tra Francia e Germania è certamente di notevole impatto storico-politico, ma certamente le condizioni e le premesse sono del tutto diverse. Se tra Parigi e Roma – come ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, oggi e domani a Roma per partecipare al vertice del Med-7 e a un bilaterale co n Paolo Gentiloni – si lavora a un trattato “del Quirinale” che renda più solide e fruttuose le consultazioni e le cooperazioni tra i due paesi, non si parte dalle medesime premesse.

Francia e Germania venivano da un secolo di conflitti pressochè continui, e l’obiettivo di De Gaulle fu anche quello di sganciare Bonn dalla forte influenza degli Stati Uniti. Ma resta comunque il forte valore evocativo dato da Macron a un trattato che si vuole pronto per il prossimo vertice intergovernativo tra i due paesi, il 35esimo, che si terrà in Italia, e quindi forse proprio a Roma se tutto andrà come previsto.

Il presidente francese lo aveva detto nella conferenza stampa al summit di Lione – quello dove l’attenzione si era concentrata sul dossier Fincantieri-Stx – avendo ben chiaro il messaggio di dare alle relazione tra i due paesi una stabilità e profondità maggiori, sia politiche che economiche.

All’Eliseo non sfugge che l’Italia può avviarsi verso una fase politica complessa e instabile dopo il voto del 4 marzo, e questo potrebbe danneggiare prima di tutto gli interessi francesi, che sono enormi in economia, ma che abbracciano anche l’obiettivo di poter avere un interlocutore affidabile e solido sull’immigrazione dall’Africa.

Si vedrà se questo progetto andrà in fondo: molto dipenderà da chi sarà a palazzo Chigi tra qualche mese e quale sarà la maggioranza che lo sosterrà, ma difficilmente potrà ignorare questa prospettiva.

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