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Italia e Francia lavorano a un Trattato

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Italia e Francia lavorano a un Trattato

  • –Carlo Marroni

È l’Europa che guarda alla sponda meridionale, e che affronta (e gestisce) l’immigrazione dall’Africa e dal Medio Oriente. E torna a chiedere che tutto il continente partecipi allo sforzo: «La gestione dei flussi migratori sarà una sfida fondamentale per l’Ue nei prossimi anni. I paesi del Sud Europa sono particolarmente preoccupati e colpiti, dal momento che sono in prima linea sui confini dell’Ue. Il nostro ruolo fondamentale nella protezione dei confini e il peso di questo compito devono essere riconosciuti e condivisi dall’Ue». Parole contenute nel documento finale del vertice Med-7, i sette Paesi del Sud europeo (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro) tenutosi ieri sera a Villa Madama sotto la presidenza di Paolo Gentiloni. «I Paesi del Sud Europa sostengono una politica europea comune sulle migrazioni, per prevenire i flussi irregolari ed affrontare le cause alla base delle migrazioni di massa, in cooperazione con i Paesi di origine e transito». E Gentiloni nella dichiarazione al termine è tornato a ribadire l’importanza che sul tema è decisiva tanto la dimensione esterna quanto quella interna. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che c’è stata una «riconvergenza dei punti di vista sull’immigrazione. Bisogna rafforzare la solidarietà per proteggere le frontiere e gestire meglio i flussi. Bisogna dare, nel prossimo semestre, maggior corpo alla solidarietà».

Immigrazione, quindi, ma non solo: «Bisogna compiere i passi necessari per completare l’unione monetaria ed economica, per garantire una crescita sostenibile e bilanciata» e anche «completare l’unione bancaria, che è una priorità». Tutti temi che saranno centrali nei prossimi vertici a Bruxelles (assieme alla riforma dell’Eurozona), che vanno nella direzione di un rilancio dell’Unione post-Brexit. Inoltre dal summit è scaturita la proposta – avanzata da Macron – di effettuare consultazioni popolari in tutta Europa dalla prossima primavera per sentire i cittadini sul futuro dell’Unione europea. Sì anche alle liste transnazionali per le elezioni del Parlamento europeo, convinti che questo possa «rafforzare la dimensione democratica dell’Unione». Di questo si parlerà nel summit straordinario del 22 febbraio. Ma il cuore dell’azione diplomatica di queste ore è senz’altro la visita bilaterale che avverrà oggi di Macron, che in mattinata prima incontrerà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e poi Gentiloni a Palazzo Chigi (dopo una visita alla Domus Aurea). Un incontro che avrebbe dovuto tenersi secondo indiscrezioni a inizio dicembre ma poi è stato fatto coincidere con il summit Med-7. Fonti politiche fanno notare che con questa visita Macron vuole anche rendere visibile il suo sostegno al premier e alla leadership della quale è espressione in vista delle prossime elezioni del 4 marzo.

Macron ieri è tornato a parlare della prospettiva di un “Trattato del Quirinale” tra Francia e Italia sul modello di quello siglato all’Eliseo con la Germania nel 1963, «per coordinarsi in maniera sistematica» su questioni bilaterali, politiche, economiche, di difesa, sull’immigrazione, sulla cultura. Sarà insediato un gruppo di lavoro bilaterale così da arrivare a un testo entro il prossimo vertice intergovernativo, dopo l’estate, sempre che le condizioni politiche italiane che scaturiranno dalle elezioni lo consentano. Macron aveva già lanciato l’idea di un trattato bilaterale a tutto campo nel summit bilaterale di Lione del settembre scorso, un po’ casualmente, nel corso della conferenza stampa che aveva avuto al centro l’accordo su Fincantieri-Stx. Il trattato dell’Eliseo del 1963 aveva tutt’altri presupposti: i due Paesi venivano da un secolo di guerre e furono ritenute mature le condizioni per stringere un’intesa a lungo termine tra i due Paesi-chiave dell’Europa. L’obiettivo del presidente francese è quello di gettare le basi di una riforma europea, una «rifondazione» l’aveva definita, e ora nei suoi incontri sta stringendo questa politica, che si muove sia a livello multilaterale che bilaterale.

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