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Italia-Francia, un Trattato per rendere più forti le relazioni

incontro Gentiloni-Macron a palazzo chigi

Italia-Francia, un Trattato per rendere più forti le relazioni

«Credo sia molto importante che alle relazioni storiche tra Italia e Francia abbiamo deciso di dare una cornice più stabile e più ambiziosa con l’idea, già emersa nel vertice di Lione e che in questo incontro abbiamo messo a fuoco, di mettere al lavoro un gruppo di persone per un Trattato bilaterale italo-francese. Cooperiamo da sempre in modo straordinario ma siamo convinti che possa rendere ancora più forti e sistematiche le nostre relazioni». Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha commentato nella conferenza stampa a Palazzo Chigi l’accordo con il presidente francese Emmanuel Macron di arrivare entro il prossimo vertice bilaterale alla sigla di un trattato, definito “del Quirinale” che dia maggior forza e spessore alle relazione bilaterali. Macron la mattina aveva incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ieri aveva partecipato al summit Med-7 a Villa Madama.

Migranti: a ognuno la propria responsabilità
«Quello che non possiamo dire ai cittadini europei è che il problema dei flussi migratori si
possa improvvisamente cancellare. Dobbiamo accogliere i rifugiati che hanno diritto d'asilo, dobbiamo velocizzare le procedure e dobbiamo trasformare il grande fenomeno migratorio che viene dall’Africa da fenomeno complementare e illegale a fenomeno gestibile, sicuro e legale. Il che vuol dire che i flussi devono diminuire perché non è possibile avere flussi gestibili con numeri enormi», ha detto Gentiloni. «Non possiamo promettere ai cittadini europei che il problema dei grandi flussi migratori si possa cancellare rapidamente con chissà quale ricetta miracolosa: il problema è gestire il problema e farlo insieme. La cooperazione tra Italia e Francia mi sembra un modello». E ancora: «È una strategia complessa - sottolinea Gentiloni - che non si risolve in pochi giorni o settimane ma due cose sono chiare: abbiamo fatto passi avanti significativi e nessuno in Europa si può sottrarre alla responsabilità di dare un contributo. Nessuno si può sottrarre ai principi di solidarietà e civiltà dell'Ue, non solo per i rifugiati. Ci lavoreremo nei prossimi mesi».

Macron: bene missione Italia in Niger
E Macron ha plaudito alla decisione italiana di inviare un contingente militare in Niger: «Rendo omaggio all’annuncio dell’Italia di un dispiegamento militare sostanziale in Niger nell’ambito degli impegni già assunti. So che ci sono state discussioni ma è importante perché è coerente con la politica migratoria e di sicurezza comune». Inoltre tra Italia e Francia c'è «un legame più forte, che consente la stabilizzazione in Libia. Mi rallegro della collaborazione di ottima qualità nel lavoro di contrasto allo scandalo umanitario in Libia. E continueremo a lavorare in modo più efficace contro i trafficanti di esseri umani, armi e droghe, in particolare nell'area sahel-sahariana».

Gentiloni: speriamo resti sostegno a progetto Ue
«Non abbiamo parlato di politica interna con il presidente Macron. Certamente tutti noi speriamo che nei nostri Paesi ci sia con grandissima forza una posizione a sostegno della prospettiva e del progetto europeo. Ma questo è un orizzonte, non una posizione di politica interna» dice Gentiloni rispondendo a chi gli domanda se abbia parlato con il presidente francese delle prossime elezioni politiche e dei rischi di instabilità in Italia. Macron spende parole molto chiare per l'attuale leadership che esprime il governo: «L'Italia entra in un periodo elettorale e vorrei sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Gentiloni, la sua azione in Italia, in Europa, con la Presidenza del G7 e al Consiglio di sicurezza dell'Onu ha consentito di avviare una nuova dinamica. Spetterà al popolo italiano esprimersi, decidere – ha voluto precisare Macron - ma consentitemi di dire che l’Ue ha avuto molta fortuna ad avere Gentiloni in questi ultimi mesi. Un'Italia che crede nell'Ue è positiva per l’Europa, il mio auguro è che potremo continuare il lavoro che abbiamo cominciato».

Il rischio populismo cresce senza ambizioni
Non ha l'impressione che l’Europa senza le avanguardie nutra i populismi? Viene chiesto a Macron. «È per aver abbandonato l'ambizione che abbiamo lasciato crescere i populismi» risponde il presidente francese. «Abbiamo bisogno di un'Europa più unita. I processi di armonizzazione consentiranno di ridurre i populismi perché i populismi si nutrono di cose che non si riescono a spiegare», sottolinea. «L'Europa ha mancato di solidarietà nella gestione della crisi e di spirito democratico. Avere un'Europa più sovrana, unita e democratica, credo sia una politica che ridurrà gli estremismi, i movimenti che cercano di fratturare l'Europa e ripiegarci verso i nazionalismi». «Serve un'Europa - ribadisce - più democratica, con liste europee che consentiranno di prendere atto della forza di un demos europeo».

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