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Milan, Mirabelli è categorico: "Il mercato in entrata è…

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Milan, Mirabelli è categorico: "Il mercato in entrata è chiuso"

  • –a cura di Datasport

Neanche il tempo di aprire ufficialmente la finestra di calciomercato invernale che Mirabelli, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, esclude già adesso possibili colpi in entrata per i rossoneri. Il gennaio del Milan, che in estate ha voluto rivoluzionare la sua rosa con ben undici acquisti, sarà piuttosto tranquillo come conferma il nuovo ds: "Il mercato in entrata è chiuso, non faremo nulla, è un'informazione ufficiale". Non esclude però eventuali cessioni: "In uscita qualche movimento ci potrebbe essere, ma cose piccole.  I nomi sono quelli che stanno circolando, quello che ha le richieste più concrete è Gustavo Gomez dal Boca Juniors".    L'obiettivo della società è quello di valorizzare gli attuali giocatori, sia i nuovi arrivi che stanno facendo fatica a emergere sia chi è in rampa di rilancio: "In estate è stato un mercato importante ma non ne ho nostalgia, per tutto c’è un tempo. Oggi credo che la soluzione sia già in casa. Per esempio Montolivo o continuo a scommettere su André Silva e Calhanoglu.. Il nostro imperativo è la valorizzazione della rosa già esistente”.    Mirabelli è tornato poi a parlare del tanto discusso faraonico mercato estivo che al momento ha dato poche le risposte sul campo: "Non mi sono sembrate cifre eccessive. Tutti considerano l’esborso complessivo, io invece invito a scorporarlo e analizzarlo. Non abbiamo strapagato nessuno e vi dirò di più: se, in pura teoria, domani mettessimo qualcuno dei nuovi sul mercato, andremmo a guadagnarci". Il ds rossonero non sembra pentito di nessuna delle operazioni messe a segno: "Li ritengo tutti giocatori validi, che formano un gruppo solido e ci danno tranquillità per il futuro. Sono lo zoccolo duro del Milan e nonostante molti di loro non stiano rendendo in base alle aspettative, a livello patrimoniale non esiste alcun flop". Sempre in piena sintonia con il braccio destro Fassone: "Siamo una coppia di fatto, due corpi e un'anima. Non si fa nulla, se non condiviso. Il resto sono illazioni".   L’ultimo argomento affrontato da Mirabelli è quello relativo al cambio di allenatore, con l’avvicendamento di Gattuso e l’esonero di Montella: “Con Montella, abbiamo condiviso tutto, a partire da una campagna acquisti così aggressiva. Provo dispiacere per come è finita, a livello affettivo e professionale. Se avesse funzionato come avrebbe dovuto, il Milan sarebbe in Champions e lui al suo posto". Sul nuovo tecnico: "Avevamo bisogno di dare un segnale forte ai giovani in termini di Dna milanista.Non è stata una soluzione di ripiego, me ne assumo le responsabilità e sono felice di come sta lavorando. Occorreva passare attraverso il lavoro sodo per migliorare, con l’aggravante che era già dicembre. Ho trovato uno che lavora più di me, ce lo diciamo anche in dialetto calabrese".