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Pil, S&P: bene Italia, ci sono segni di ripresa

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crescita economica

Pil, S&P: bene Italia, ci sono segni di ripresa

Il Portogallo segna una crescita «spettacolare» e un’«altra buona notizia è che gli italiani si sono uniti al ballo con il ritorno della ripresa». Lo ha detto il capo economista per l'Europa di S&P global, Jean-Michel Six, presentando le prospettive macro-economiche a Parigi. Six ha poi ricordato che il «Pil italiano è ancora al di sotto di quello del 2007 ma in ogni caso ci sono segni di ripresa»

Va sottolineato che secondo la nota di aggiornamento al Def del governo, il Pil dell’Italia nel 2017 cresce dell’1,5% e crescerà allo stesso ritmo anche nel 2018, dopo un 2016 chiuso con un +0,9%. Anche per l’Ocse, la Commissione Ue e il Centro studi di Confindustria la crescita del Pil si attesterà all'1,5% nel 2018. Bankitalia ha rivisto recentemente le sue previsioni di crescita sul Pil italiano: il dato destagionalizzato è atteso al +1,6% nel 2017 e al +1,4% nel 2018. Mentre l’Istat stima una crescita dell’1,5% nel 2017 e dell’1,4% nel 2018.

S&P: da uscita euro impatto negativo su rating
«A marzo ci saranno le elezioni in Italia: è chiaro che una deviazione rispetto al progetto dell'eurozona e della moneta unica avrebbe molto probabilmente
un effetto negativo sul rating dell'Italia. Ma confidiamo nelle politiche italiane, perché da quanto capiamo in Italia c'è una forte adesione al progetto europeo» ha aggiunto Patrice Cochelin, direttore del settore sovrano di S&P, in conferenza
stampa a Parigi.

S&P: bene Italia, si è unita al ballo della ripresa
Ricevendo i cronisti a Parigi, Six ha spiegato che «anche in Francia l'economia è ripartita, con un miglioramento dei margini, il problema è che tende già a raggiungere il tetto massimo, che sembra del 2%». «Il problema francese - ha puntualizzato - non è un problema di domanda ma di offerta». Quanto alla Germania, il capo economista di S&P ha osservato come in termini di «commercio estero sia riuscita a riequilibrare la bilancia commerciale», riducendo la dipendenza dalla zona euro. A proposito di Germania, va sottolineato che secondo le stime dell’ufficio nazionale di statistica, il Pil è cresciuto del 2,2% nel 2017, contro la previsione degli economisti che lo vedeva al 2,3%.

Congiuntura Eurolandia migliore dal 2009
Più in generale, ha puntualizzato Six, la congiuntura di Eurolandia è la «migliore» dal 2009, oggi - ha avvertito - «il vero rischio è esogeno» e si «concentra sulla congiuntura americana». Six ha evocato, tra l'altro, l'ipotesi
di un forte rialzo dei tassi negli Stati Uniti e un possibile «shock obbligazionario».

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