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Soldini di nuovo in mare per battere il record sulla rotta Hong Kong-Londra

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Soldini di nuovo in mare per battere il record sulla rotta Hong Kong-Londra

Giovanni Soldini sarà presto in mare con il suo trimarano Maserati per una nuova e storica impresa: battere il record sulla rotta Hong Kong Londra, una delle famose rotte del the, che infiammavano l’era dei clipper le ultime navi a vela da trasporto. A Giovanni manca ancora qualche dettaglio, purtroppo in un controllo finale prima della partenza l’equipaggio ha scoperto una scollatura della rotaia nella parte alta dell’albero che sarà presto sistemata.

Nel 1866 una regata definita “informale” ma seguitissima dalla stampa e dal pubblico vide vincitore Taeping per soli 28 minuti dopo 14 mila miglia e 99 giorni di navigazione su Ariel. Sulla stessa rotta qualche anno dopo il clipper vincitore, che era lungo 55 metri, fece naufragio finendo sullo scoglio di Ladd Reef.

Il record attuale è detenuto dal catamarano di trenta metri Gitana XIII di Edmond de Rotshild portato dallo skipper Lionel Lemonchois, che ha fermato i cronometri dopo 41 giorni 21 ore e 26 minuti. Sono record che hanno un sapore di storia: la differenza è che una volta c'era un vero carico pagante, la pancia delle navi era infatti piena di merce preziosa e la velocità consentiva ai mercanti di fare il prezzo e vendere prima la loro merce. Una cosa simile succedeva con gli schooner che pescavano il merluzzo sui banchi di Terranova e che hanno generato la goletta America, prima vincitrice dalla Coppa delle Cento Ghinee, poi Coppa America.

«Questo da Hong Kong a Londra, come il record sulla rotta dell'oro New York San Francisco – dice Giovanni Soldini – è un record che ha un valore storico. Porta con sè il senso dell’avventura come solo il giro del mondo può avere, perché si naviga passando il Capo di Buona Speranza contro i venti dominanti» .

L'equipaggio scelto da Giovanni sarà composto da Guido Broggi, Oliver Herrera, Alex Pella, Sebastien Audigane. Un prezioso aiuto da terra sarà quello del routier Pierre Lasnier in costante contatto con Soldini per la scelta del percorso migliore. «Abbiamo scelto la configurazione tradizionale non foiling – prosegue Soldini – perché ormai è troppo rischioso l’impatto con degli oggetti naviganti che metterebbero a rischio il record. Ci è successo alla Trans Pac e in allenamento. Il mar della Cina da questo punto di vista è piuttosto pericoloso. Le condizioni del mare sono molto peggiorate negli ultimi venti anni. Ora si trova di tutto ovunque, plastiche microplastiche, se penso che l'invenzione della plastica è recente non so dove andremo a finire. Stiamo studiando un sistema per mettere in sicurezza i timoni ma non è del tutto facile quando si è in assetto foiling, perché tutta la pala e il sostentatore devono uscire immediatamente dall'acqua. Da marzo dovremmo avere questo sistema nuovo».

Quante sono le possibilità di battere il record stabilito da un catamarano che è una decina di metri più lungo? «Maserati è più veloce con vento medio e leggero – risponde Giovanni – il Gitana era a suo agio con venti di 35 nodi, quando la maggiore dimensione si trasforma in sicurezza e velocità. Dipenderà molto dalle condizioni meteo».

La partenza è decisa per le prime ore di venerdì, le condizioni non sono perfette ma positive. Del resto per una tratta così lunga è difficile riuscire a trovare la finestra perfetta, come si cerca per la traversata Atlantica, dove ormai il limite si conta in ore più che in giorni.

Sul record vigila il World Sailing Speed Record Council, l’organismo internazionale che certifica i migliori tempi di percorrenza registrati su diverse rotte oceaniche. Quella tra Hong Kong e Londra è lunga 13.000 miglia seguendo l’ortodromica, in pratica un mezzo giro del mondo ed è il terzo percorso riconosciuto più lungo dopo la circumnavigazione del pianeta e la New York-San Francisco.

All’inizio Maserati avrà a che fare con bonacce, isole, reef. Poi i venti portanti lo faranno scendere oltre il Madagascar fino al passaggio più impegnativo: quello con il Capo di Buona Speranza controvento e contromare. Basti pensare che il primo nome del capo voluto dallo scopritore Bartolomeo Diaz era Cabo das Temepstas, subito cambiato da re Giovanni II che aveva la speranza di raggiungere le Indie, ma anche l’interesse a non spaventare i comandanti che ci provavano. In realtà l'Africa ha un altro capo che si spinge ancora più verso sud ed è Capo Alguhas. La rotta di Maserati sarà poi un faticoso risalire l'Atlantico fino al Tamigi e fermare il cronometro sotto il ponte Queen Elizabeth.

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