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Expo 2015, chiesto il processo per il sindaco di Milano Giuseppe Sala

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procedimento sull’appalto per il “verde”

Expo 2015, chiesto il processo per il sindaco di Milano Giuseppe Sala

  • – di Redazione online

A rischio processo Giuseppe Sala. Sul sindaco di Milano pende l’accusa di abuso d’ufficio: avrebbe creato un vantaggio a un società, affinché si aggiudicasse in modo ritenuto «illecito» la fornitura del “verde” destinato all’Expo 2015. Un affare stimato in 4,3 milioni di euro. La richiesta è stata fatta dalla Procura generale del capoluogo lombardo, che a dicembre scorso ha cambiato il reato da turbativa d’asta ad abuso d’ufficio in concorso con l’ex manager Angelo Paris. Sull’istanza ora dovrà pronunciarsi il giudice Giovanna Campanile.

L’affidamento alla Mantovani spa
Secondo la Procura, Sala deve rispondere, in concorso con l’ex manager Paris dell’affidamento diretto alla Mantovani spa della fornitura di 6mila alberi per l’Esposizione Universale, per un importo di 4,3 milioni, parte del capitolo “verde” dell’appalto oltre 272 milioni. La seconda richiesta di mandare a processo Sala era già nell’aria da alcuni giorni ed oggi i sostituti procuratori generali Massimo Gaballo e Vincenzo Calia hanno messo la loro firma, accanto a quella del loro capo Roberto Alfonso, all’istanza che nelle prossime ore arriverà sul tavolo del gup Giovanna Campanile. Al giudice toccherà poi fissare l’udienza preliminare che, quasi certamente, si terrà il prossimo 2 febbraio, giorno in cui è in calendario anche il procedimento principale sull’appalto della Piastra nel quale tra gli imputati figurano, tra gli altri, lo stesso Paris, l’ex dg di Ilspa Antonio Rognoni e l’ex presidente della stessa Mantovani, Piergiorgio Baita. Procedimento dal quale era già stata stralciata, invece, la posizione del sindaco per via della sua richiesta di essere giudicato con rito immediato per l’altra accusa contestata, quella di falso (per lui il dibattimento si aprirà il prossimo 20 febbraio) e che poi verrà, questo l’orientamento dei magistrati, riunita con l’altra tranche.

Sala: «L’accusa non è nuova»
La nuova accusa mossa dai pg è stata commentata in questi termini da Sala: l’accusa «non è tanto nuova. E non è nuovo neanche il metodo. Come sempre rispetto istituzionale poco, queste cose si sanno dai media. Peraltro sono molto tranquillo, e non commento: come dall’inizio, lascerò parlare i miei avvocati». Anche l’avvocato Salvatore Scuto ha parlato di una vicenda processuale «anomala al punto da poter sembrare mossa da uno spirito persecutorio» con tanto di «deriva surreale». La decisione della Procura Generale prima ancora di essere notificata al diretto interessato è stata pubblicata con largo anticipo da una testata. «È difficile credere alle capacità divinatorie di un’agenzia di stampa, assai semplice verificare come si sia in presenza di una continuata violazione di norme che prima che tutelare l’indagato, tutelano gli equilibri del processo un tempo denominato “giusto”».

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