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Gentiloni: reati diminuiti, ma Paese chiede più sicurezza

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passaggio di consegne al vertice dell’arma

Gentiloni: reati diminuiti, ma Paese chiede più sicurezza

«I reati sono diminuiti grazie all'impegno straordinario delle forze dell'ordine. Si moltiplicano i risultati del vostro lavoro e contemporaneamente il Paese chiede maggiore sicurezza. Tutto ciò richiede più che mai questa idea fondamentale di una sicurezza più vicina, di essere tutelati in modo continuo ed in prossimità delle nostre case e dei nostri ambienti di lavoro». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo alla cerimonia di avvicendamento al Comando generale dell'Arma dei carabinieri, con il passaggio delle consegne tra l'uscente Tullio Del Sette e il subentrante, Giovanni Nistri. Cerimonia nel corso della quale il presidente del Consiglio si è detto «orgoglioso che il mio Governo abbia ultimato il riordino del comparto sicurezza e difesa».

Gentiloni: legame fiducia tra Italia e Arma
La cerimonia di avvicendamento secondo Gentiloni «è anche l’occasione per celebrare il legame di fiducia tra l’Italia e l’Arma: la compattezza, lo spirito di servizio, la disciplina che devono caratterizzare coloro che indossano la divisa è alla base di questo strettissimo legame di fiducia». «In un Paese che ha grandissimo
bisogno di simboli abbiamo bisogno delle vostre divise, di carabinieri che vengano riconosciuti come esempio di sicurezza e legalità» ha spiegato il premier, aggiungendo che: «C'è bisogno della vostra professionalità per la sicurezza dell'Italia e per il suo ruolo nel mondo». «Per l’Arma il passaggio di consegne al vertice è fisiologico. Per me è l'occasione unica per ringraziare il generale Tullio Del Sette per il lavoro fatto con dedizione totale e spirito di servizio, che ha caratterizzato gli oltre 45 anni in cui ha indossato l'uniforme» ha concluso il presidente del Consiglio.

Nistri dietro il rilancio di Pompei
Sta di fatto che un percorso non facile attende il nuovo comandante generale dei Carabinieri. Toccherà a Giovanni Nistri prendere le redini dell'Arma dopo la guida del comandante Tullio del Sette, indagato nell'ambito dell'inchiesta Consip per rivelazione di segreto e favoreggiamento, insieme al generale Emanuele Saltalamacchia. Arma che è stata anche scossa dalle polemiche che hanno colpito gli investigatori del Noe, il Nucleo operativo ecologico, accusati di depistaggio e di aver costruito false prove contro il padre di Matteo Renzi, Tiziano. A favore di Nistri giocano l’apprezzamento bipartisan raccolto tra le forze politiche e l'abilità dimostrata nel rilanciare il sito archeologico di Pompei – lui che è esperto di tutela delle opere d'arte e lotta ai trafficanti di tesori artistici – di cui ha avuto la direzione.

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