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Nava neo presidente Consob, ok del Parlamento 

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via libera delle commissioni finanze

Nava neo presidente Consob, ok del Parlamento

Via libera delle commissioni Finanze di Camera e Senato alla nomina di Mario Nava alla presidenza della Consob e di Paolo Coccia quale nuovo componente del collegio. Il parere sui due nominativi indicati dal Governo ha registrato 24 voti favorevoli e 5 contrari (tutti del Movimento 5 Stelle). Nel corso dell'audizione che ha preceduto il voto Nava ha sottolineato l'importanza di una «sinergia strettissima» tra la stessa Commissione Nazionale per le Società e la Borsa con la Banca d'Italia, l'Ivass e il Tesoro «per la difesa degli investitori e dei risparmiatori», impegnandosi «affinché questa sinergia funzioni fin da subito». La Consob che vorrei presiedere, ha aggiunto «dovrà riuscire il più possibile a spassare da un'azione ex post a un'azione ex ante perché è questa che funziona nei mercati per produrre ricchezza finanziaria». Nava ha quindi puntualizzato di non volere una Consob «presidenziale, verticistica», ma di preferire una struttura «collegiale», basata sui cinque commissari. Il modello di vigilanza della commissione sugli emittenti dovrà puntare invece «sull'informazione e
sull'educazione finanziaria. Io continuerò su questo impegno».

«Passare da cultura del formalismo a cultura della sostanza»
Nava ha poi ricordato l'importanza del «passaggio da una cultura che si occupa del de iure, del formalismo, a una cultura che si occupa del de facto, della sostanza». A suo parere infatti, rispettare la Mifid va bene, ma non è sufficiente a proteggere le famiglie e le imprese: «Ci vuole una vigilanza dinamica e integrata». Per interpretare al meglio il suo ruolo, quindi, a Consob dovrebbe quindi avere «la capacità di andare sui mercati a verificare le modalità di disegno e di selezione dei prodotti finanziari, a verificare l'effettiva conoscenza del cliente da parte dell'intermediario e l'adeguatezza del prodotto in relazione alle informazioni disponibili». Da qui l'obiettivo». «Io non voglio fare il presidente della Consob che diventi il notaio delle proposte della struttura», ha assicurato ai deputati e ai senatori delle due commissioni, ma «voglio fare il presidente di una Consob che sia il motore del cambiamento dei mercati finanziari, che permetta ai mercati finanziari di funzionare».

«Azione di ristrutturazione» per Consob
«Certamente vogliamo fare un'azione di ristrutturazione», ha annunciato quindi il neopresidente precisando che «non è elegante parlare del mandato precedente ma nel tempo e nello spazio la Consob è stata migliore». «C'è stata la Consob di Spaventa - ha ricordato - di TPS come lo chiamavamo in Europa (Tommaso Padoa Schioppa ndr). Si può tornare lì e non c'è motivo per il quale non si possa tornare a quei livelli», ha affermato. «Credo che una cosa che c'è dentro la Consob e che non va mai dimenticata - ha aggiunto - è la qualità del personale e la voglia di lavorare, credo che il personale che abbiamo in Consob sia di altissima qualità e da qui si può iniziare a lavorare. C'è la questione di organizzarlo meglio». Nell'analisi di Nava, (classe 1966, responsabile per istituzioni finanziarie della Commissione europea e già consigliere di Romano Prodi quando era alla guida della Commissione Ue e nello staff di Mario Monti negli anni in cui era commissario Ue per il mercato interno) un paese come l'Italia «ha un bisogno estremo di mercati che funzionano». L'obiettivo della “sua” Consob sarà quindi quello di «rafforzare la tutela degli investitori e dei risparmiatori» attraverso una maggiore efficienza e competitività del mercato. «I mercati su cui le famiglie vanno a fare investimenti - ha aggiunto - devono essere liquidi ed efficienti», anche a livello micro «se vogliamo che le aziende abbiano un canale diverso da quello bancario e che possano cercare sul mercato diverse fonti di finanziamento».

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