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Niger, ok della Camera alle missioni: Forza Italia vota a favore

la lega si astiene

Niger, ok della Camera alle missioni: Forza Italia vota a favore

Sì dell'Aula della Camera alla prosecuzione per il 2018 delle missioni internazionali, tra cui quella nuova in Niger. L'Assemblea di Montecitorio ha approvato la risoluzione di maggioranza in tal senso, che ha incassato anche il voto a favore di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. La Lega si è astenuta. Contro le premesse di parti della risoluzione, relative a singole missioni, hanno votato i
deputati di M5S e di Leu. Tutte respinte le altre risoluzioni presentate dai gruppi opposizione. Quello sulle missioni internazionali è stato quasi sicuramente l’ultimo voto della diciassettesima legislatura.

Ok a risoluzione maggioranza su missioni
Per approvare il Dpcm varato dal governo nel Consiglio dei ministri del 28 febbraio sarebbe bastato anche solo il voto delle commissioni Esteri e Difesa riunite - come peraltro è accaduto lunedì scorso al Senato, con voto a favore di Forza Italia e astensione della Lega. Ma l’opposizione di sinistra e il M5S sono riusciti Montecitorio a ottenere il voto in Aula, in modo da dare al dibattito un palcoscenico più visibile. E far varcare alla campagna elettorale il portone di Montecitorio.

Copertura finanziaria per ora fino a settembre
Complessivamente nel 2018 saranno 6.698 i militari impegnati in teatri internazionali, per una spesa di 1,5 miliardi di euro. Ma il voto di oggi autorizza le missioni fino a settembre perché, in base a quanto si legge nella relazione tecnica, manca la copertura finanziaria per l’inero anno. Sul Fondo missioni sono stanziati infatti 995,7 milioni ai quali vanno aggiunti 17,7 milioni di rimborsi Onu. Restano da reperire entro il 30 settembre 2018 ulteriori 491 milioni di euro

Le missioni nuove e da prorogare
Il documento votato oggi si riferisce alla missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia; a quella bilaterale “di supporto nella Repubblica del Niger”; alla missione Nato di supporto in Tunisia; alla missione Onu per il nel Sahara occidentale; alla missione Ue di addestramento delle forze armate locali nella Repubblica Centrafricana; al potenziamento del dispositivo Nato per la sorveglianza dello spazio aereo europeo. Oltre alle nuove missioni, vengono prorogate 44 già in corso nel 2017.

Missioni concentrate su Africa e Mediterraneo
Il 15 gennaio scorso il personale italiano a Tripoli è stato messo “in sicurezza”, mentre violenti scontri all’aeroporto Mittiga hanno causato almeno 20 morti. Ed una nave è pronta a salpare dal porto della capitale Tripoli per evacuare i connazionali in caso di necessità. È in questo quadro che il Governo ha deciso di aumentare il contingente in Libia (dagli attuali 370 militari a 400) e a varare la nuova missione in Niger, “non combat ma di addestramento”. Sono stati i ministri di Difesa ed Esteri, Roberta Pinotti e Angelino Alfano, a comunicare sempre il 15 gennaio in commissione esteri e difesa del Senato la rimodulazione delle missioni internazionali, che si concentreranno sul Sahel e sul Mediterraneo, alleggerendo la consistenza dei contingenti in Medio Oriente: in Iraq sarà dimezzato, mentre in Afghanistan ci saranno 200 uomini in meno.


In Niger 470 militari, missione “no combat”
Verso il Niger, crocevia del traffico dei migranti che raggiungono la Libia, si
apprestano a partire i militari italiani che saranno impegnati nella nuova missione: 120 unità nel primo semestre per poi raggiungere il numero massimo di 470 entro fine anno. Verranno inviati anche 130 mezzi terrestri e due aerei. La spesa prevista per l'operazione è di 49,5 milioni di euro per tutto il 2018. «Non sarà - ha assicurato la titolare della Difesa - una missione combat e non pensiamo di mettere i nostri militari a fare da sentinelle ai confini di quel Paese: è una missione di addestramento. È il Niger - ha ricordato - che ci ha chiesto
aiuto, dicendo che ha un problema a controllare i confini: vogliono che li aiutiamo ad essere capaci di controllarli».

Missioni accorpate in Libia
Nella vicina Libia saranno accorpati in una nuova missione i compiti dei due attuali interventi (Operazione Ippocrate con ospedale da campo a Misurata ed il supporto alla Guardia costiera libica) e ci saranno attività, anche in questo caso soprattutto di addestramento e favore delle forze di sicurezza locali, nonchè ripristino infrastrutture. Quattrocento i militari impegnati, con 130 mezzi terrestri, mentre aerei e navi saranno tratti dall'operazione Mare Sicuro. La spesa prevista per il 2018 è di 49 milioni di euro. E l'Italia ha messo a disposizione 60 militari per la missione Nato chiesta dalla Tunisia: «non possiamo lasciarla da sola», ha spiegato Pinotti.

Ridotto il contingente in Iraq e Afghanistan
All’aumento dell'impegno militare in Africa corrisponderà un alleggerimento dei contingenti in Iraq ed in Afghanistan. Daesh, ha puntualizzato il ministro della Difesa, «è stato sconfitto militarmente, anche se rimane alto il pericolo terrorismo. Pensiamo così di ridurre il nostro impegno nella coalizione anti-Isis arrivando ad un dimezzamento del contingente (forte di circa 1.500 unità, ndr):
in questo periodo abbiamo addestrato 30mila militari e 10mila forze di polizia irachene». Riduzione anche per l'Afghanistan, dove la consistenza del contingente tricolore scenderà dalle attuali 900 a 700 unità.

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