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Strasburgo addio, ecco gli eurodeputati italiani in uscita per candidarsi

sindrome malfatti

Strasburgo addio, ecco gli eurodeputati italiani in uscita per candidarsi

Tra chi vuole rientrare prima della fine del mandato e chi, invece, viene richiamato dal partito in patria per dare una mano a raccogliere voti, l’effetto è sempre lo stesso: quando si avvicinano le elezioni italiane i nostri rappresentanti al Parlamento europeo cominciano preparare le valigie. Il fenomeno è talmente ricorrente che qualcuno gli ha dato un nome: “sindrome Malfatti”. È il politico democristiano che agli inizi degli anni ’70 si dimise da presidente della Commissione europea non per assumere un incarico di governo a Roma ma semplicemente per candidarsi alle politiche. «Molti politici italiani, soprattutto in passato - commentò qualche anno fa Mario Monti, ex premier e prima ancora commissario alla Concorrenza a Bruxelles - ritenevano un impegno nelle istituzioni europee e internazionali non fosse all’altezza di un ruolo nella mischia della politica italiana».

La tendenza resta, almeno a giudicare dai nomi che circolano in questi giorni di definizione delle liste. Lascia ovviamente l’Alsazia Matteo Salvini, leader della Lega e “candidato premier” (anche se la legge elettorale non prevede questa possibilità). Con lui, sempre nel campo del centrodestra, due esponenti di “Insieme con l’Italia”, il cartello che mette insieme diverse liste d’area, la cosidetta “quarta gamba”: Lorenzo Cesa (leader dell’Udc e titolare del prezioso scudocrociato della Dc) e Raffaele Fitto, rientrato nell’orbita berlusconiana dopo l’allontamento nel corso della legislatura che si è appena chiusa. La lista si allunga con tre nomi di donne che potrebbero lasciare in anticipo il loro scranno europeo: Alessandra Mussolini, Lara Comi e Barbara Matera.

Ma il nuovo, piccolo “caso Malfatti” potrebbe essere quello di Gianni Pittella. L’esponente del Pd è presidente dei Socialisti e democratici, il secondo gruppo per consistenza numerica con 189 parlamentari. Un ruolo importante al quale, però, potrebbe rinunciare per correre in un collegio nella sua Basilicata. Un cambio di linea rispetto all’iniziale divieto di candidatura per eurodeputati in carica dettata da Matteo Renzi che vorrebbe giocare la carta Pittella per contrastare la corsa nella Regione dell’esponente di Liberi e uguali Roberto Speranza, anche lui lucano. «Pittella è e resta presidente del gruppo» hanno precisato fonti vicine all’esponente democratiche citate dall’Ansa. Intanto, però, è stato notata la sua assenza in questi giorni dal Parlamento europeo. L’altro caso è quello di David Sassoli, eurodeputato capace di raccogliere nel 2004 ben 206mila preferenze. Lapporto del giornalista ed ex conduttore del Tg1 è considerato molto utile per la “battaglia”nel Lazio.

Sabato tutta la delegazione la delegazione degli eurodeputati Pd era a Milano per il seminario sull’Europa cui ha preso parte Renzi. Tra di loro vorrebbero interrompere in anticipo il loro mandato europeo le deputate volto della campagna del 2014. Sono Simona Bonafè (aspirante candidata in Toscana) e Pina Picierno (Campania). Alessandra Moretti, il terzo nome, si era già dimessa per correre alle regionali del Veneto dove però era stata sconfitta da Luca Zaia.

Alla lista degli europarlamentari candidati in Italia ci sarà anche Flavio Zanonato. L’ex sindaco di Padova, poi ministro dello Sviluppo economico nel governo di Enrico Letta, ha lasciato il Pd e correrà per Liberi e uguali di Pietro Grasso in Veneto, dove rischia di fare una pericolosa concorrenza al suo ex partito.

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