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Gentiloni: obiettivo riduzione del debito, non scardinare il sistema di…

il premier alla luiss

Gentiloni: obiettivo riduzione del debito, non scardinare il sistema di pensioni e fisco

«Non è il tempo di scardinare pilastri del nostro sistema pensionistico e fiscale, non è il tempo delle cicale, ma è il tempo della competenza, della serietà e dell'investimento sul futuro». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss a Roma.

«L'Italia attraversa una fase dove è più che mai necessario coraggio e fiducia - ha aggiunto - fuori dalla più grande crisi dal dopoguerra, con una crescita stabile».
«Abbiamo raggiunto livelli occupazionali, in termini di persone occupate, che sono i piu' alti da quando si fanno statistiche, anche se sappiamo - ha ammesso - che abbiamo ancora molto da recuperare», specie per quanto riguarda l'occupazione giovanile e femminile.

Conti pubblici non in ordine, ma molto in ordine
«Abbiamo ridotto il nostro deficit, abbiamo conti non in ordine ma molto in ordine» ha detto il presidente del Consiglio in un passaggio del suo intervento alla Luiss, sottolineando che «non è il tempo delle cicale, è il tempo della competenza, della serietà e dell'investimento sul futuro ». «Il deficit - ha sottolineato - era al 3%, sarà nel 2017 al 2%. Abbiamo una situazione stabile di avanzo primario e dobbiamo partire dalla consapevolezza che questi risultati sono costati sacrifici a famiglie e lavoratori e non possono essere dilapidati, sarebbe assolutamente irresponsabile».

Obiettivo sia riduzione debito
Gentiloni ha sottolineato che «quando si parla della prossima fase politica guai a dimenticare che uno degli obiettivi» deve essere «passare dalla stabilizzazione e leggerissima» discesa del debito «a una fase di riduzione graduale, sostenibile e significativa del nostro debito pubblico». «Se ne parla un po' poco», ma «deve essere uno degli obiettivi fondamentali del nostro paese», ha detto.

Debito pubblico, la Cenerentola della campagna elettorale

Instabilità politica? Italia merita fiducia
«Agli interlocutori economici e ai leader stranieri che mi chiedono dell'instabilità politica - ha continuato Gentiloni - io rispondo che sono fiducioso, perché l'Italia è da 70 anni fra i grandi Paesi europei il più coerente, il più stabile e i cui fondamentali sono fra i più riconoscibili da parte degli investitori e da parte internazionale». «Al cambiamento dei cambi di governo non hanno corrisposto cambiamenti in politica economica e estera e nell'affidabilità per gli investitori» ha aggiunto, «il che non vuol dire che non ci siano problemi ma è un Paese che merita fiducia».

Lavorare contro povertà, per inclusione e lavoro ai giovani
Il premier ha sottolineato che «dobbiamo lavorare non meno ma più di prima per contrastare povertà, promuovere l'inclusione per fornire occasioni di lavoro ai giovani». «Del resto - ha aggiunto - abbiamo difeso con grandissima determinazione la priorità in legge di bilancio, oltre alle clausole di salvaguardia, della decontribuzione per i giovani concentrata in modo particolare nel Mezzogiorno». Ora «è il momento di investire in Italia e nel Mezzogiorno» perché «non ci sono mai state negli ultimi anni condizioni più favorevoli». Tra i capitoli da affrontare anche quello dei «livelli salariali, che non sono cresciuti abbastanza» e «le disuguaglianze», perché «la ripresa non si è accompagnata a una riduzione delle disuguaglianze, anzi in molti casi sono cresciute insieme alla crescita».

Decisivo l'investimento sul capitale umano
«Stiamo cercando, con risorse limitate per il cammino che l'Italia sta facendo per uscire dalla crisi - ha detto Gentiloni - di investire quanto più possibile nella qualità del capitale umano», anche attraverso «il grande piano Industria 4.0», con il quale è stato introdotto anche un credito d'imposta ad hoc «per la formazione». «Per me è un grande piacere e motivo di orgoglio partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss durante la quale verrà conferita la Laurea Honoris Causa a Edmund S.Phelps» ha continuato Gentiloni, sottolineando che «la Luiss è un'eccellenza romana e una delle dimostrazioni di come la qualità e le potenzialità di questa nostra grande capitale europea possa manifestarsi e da romano mi fa piacere avere questa occasione». Il premier ha concluso il suo discorso citando «le parole di Guido Carli 'la speranza è un rischio da correre'».

(Al. Tr.)

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