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Pensioni, la nuova flessibilità è ancora invisibile

L’ANALISI

Pensioni, la nuova flessibilità è ancora invisibile

Il primo monitoraggio Inps sui flussi di pensionamento per l’anno che si è appena concluso non ci dice quanti lavoratori hanno beneficiato delle nuove flessibilità introdotte dal Governo Renzi. In parte perché si tratta di canali non ancora attivati (le varie Ape) in parte perché le statistiche aggregate non raccontano quanti sono stati i precoci che hanno utilizzato l’anticipo, quanti gli usuranti che hanno beneficiato delle nuove semplificazioni, quante le lavoratrici che hanno utilizzato “opzione donna”, quanti i nuovi salvaguardati, quante le nuove pensioni raggiunte grazie al cumulo gratuito. Il format di questo monitoraggio si limita ad aggregati sugli andamenti delle principali gestioni (manca il pubblico impiego, l’ex Enpals, altri fondi minori) e dunque va letto tenendo conto del suo parziale valore segnaletico.

Trentamila pensioni in più
Nel 2017 sono state erogate 30.627 pensioni in più rispetto al 2016 (516.706; +6,3%), una variazione dovuta in buona parte al fatto che nel 2017 non sono cambiati i requisiti legali rispetto all’anno prima, mentre nel 2016 come si ricorderà c’era stato l’aumento di tutti i requisiti rispetto all’anno precedente di 4 mesi per effetto dell’incremento della speranza di vita e di ulteriori 18 mesi e 12 mesi rispettivamente per le lavoratrici dipendenti ed autonome. Un “effetto legale” che si vedrà, in negativo, sui flussi di pensionamento di quest’anno, visto che è scattato l’allineamento di tutti i requisiti per il pensionamento di vecchiaia, con un aumento di un anno secco per le lavoratrici del settore privato e per l’assegno sociale (ora servirà per tutti l’età di 66 anni e 7 mesi).

Più in vecchiaia che con l’anticipo
Altro effetto dilatato nel tempo della normativa che cambia si legge nel superamento delle pensioni di vecchiaia su quelle anticipate (155.592 contro 140.193) mentre il calo di circa 10mila unità delle invalidità (41.432 l’anno scorso) può essere frutto di un più attento monitoraggio che Inps svolge su queste prestazioni grazie alle nuove regole di certificazione introdotte. A questo calo delle invalidità corrisponde invece un balzo degli assegni sociali, la prestazione erogata dall’Inps alle persone con più di 65 anni e sette mesi in stato di bisogno economico. Nel 2017 i nuovi assegni liquidati sono stati 43.249 con una crescita del 17,7% rispetti ai 36.740 erogati nel 2016. L’assegno può essere richiesto da cittadini italiani o stranieri con permesso di lungo soggiorno residenti del nostro Paese senza reddito o con un reddito annuale inferiore a 5.824,91 euro.

Aumentano gli importi e l’età
Aumentano anche gli importi medi per le pensioni liquidate nel 2017 rispetto a quelle con decorrenza 2016. I nuovi assegni erogati l’anno scorso in media erano pari a 1.039 euro con un aumento del 7,1% rispetto alla media 2016 (970 euro). La media sintetizza posizioni molto diverse. Se si guarda alle categorie di lavoratori quelli con le pensioni più alte sono i dipendenti (1.293 euro, oltre 100 euro in più rispetto a quelle erogate nel 2016) seguiti dagli artigiani (1.009 euro). Per i parasubordinati la pensione media è di appena 221 euro, in crescita di 23 euro dai 198 medi del 2016. Cresce anche l’età media alla decorrenza delle pensioni, sempre grazie alla stretta degli ultimi anni sui trattamenti di vecchiaia e su quelli anticipati. Nel 2017 l’età media alla decorrenza per le pensioni dei lavoratori dipendenti è stata pari a 66 anni e sette mesi in crescita dai 66 anni e 4 mesi del 2016. L’età media complessiva è cresciuta soprattutto per l’aumento dell’età media dei superstiti (dai 74 anni e tre mesi ai 75 anni).

Una statistica che ancora manca
Come si diceva questi dati hanno una serie di limiti di cui bisogna tener conto per una corretta lettura. I dati sulle nuove flessibilità saranno probabilmente ancora in elaborazione (Inps li deve trasmettere al ministero del Lavoro) ed è assai probabile che contengano numeri piuttosto modesti. Ma i ritardi di implementazione delle nuove norme e la standardizzazione dei format dei monitoraggi amministrativi questo offrono. Per saperne di più bisognerà aspettare la relazione annuale Inps di metà anno.

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