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I PROGRAMMI DEI PARTITI / Deficit e debito

Politica

I PROGRAMMI DEI PARTITI / Deficit e debito

(Agf)
(Agf)

Partito Democratico
Sui saldi di finanza pubblica la proposta Pd ipotizza di mantenere un avanzo primario pari al 2% del Pil che con una crescita stabile all’1,5% e un’inflazione vicina al target Bce del 2% porterebbe a una riduzione di 30 punti del rapporto fra debito e Pil in 10 anni. Prevista una salvaguardia con dismissioni. Il Pd propone inoltre di scorporare dal computo del deficit gli investimenti in infrastrutture, capitale umano e ricerca restando comunque sotto il 3%.
IL NODO
L’inflazione resta lontana dal 2%, e finora le privatizzazioni si sono fermate sotto gli obiettivi.

Centrodestra
Il programma comune del centro-destra non cita espressamente né il problema del debito né quello del deficit. Nelle dichiarazioni di questi giorni Forza Italia ha sostenuto l’ipotesi di far tornare il debito al 100% del Pil grazie a un avanzo primario al 4% e a un piano straordinario di privatizzazioni. La Lega invece dichiara di puntare soprattutto sulla crescita per ridurre il peso del debito.
IL NODO
Manca al momento un’identità esplicita sui programmi di consolidamento fiscale.

Movimento 5 Stelle
Il Movimento 5 Stelle ha parlato di un «piano ambizioso» per abbattere il rapporto debito/Pil del 40% in dieci anni, ma abbandonando la strada dell’austerità. L’idea è di sforare il tetto del deficit al 3% del Pil, ma per finanziare un piano di «investimenti ad alto potenziale» in grado di far crescere la produzione di ricchezza a ritmi più alti rispetto al disavanzo.
IL NODO
Il taglio di «sprechi e privilegi» da 30-50 miliardi appare indeterminato e “ambizioso”.

Liberi e Uguali
Anche Liberi e Uguali chiede di abbandonare le forme di «austerità» per promuovere un aggiustamento dei conti pubblici fondato su due pilastri: investimenti pubblici da scorporare al computo del deficit (golden rule) e un’assicurazione europea dei debiti sovrani che diminuisca il costo del servizio al debito.
IL NODO
Come tutte le indicazioni basate sulla crescita, si presuppongono dinamiche di Pil difficili da sostenere nel medio periodo.

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