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I PROGRAMMI DEI PARTITI / Industria e imprese

Politica

I PROGRAMMI DEI PARTITI / Industria e imprese

Partito Democratico
Al centro del piano potrebbe esserci la proroga dell’iperammortamento fiscale per i beni digitali ma con aliquote a calare nel corso della legislatura. Si pensa anche alla riforma degli ammortamenti con deduzioni accelerate. Incentivazione degli investimenti in venture capital e meno oneri per la crescita dimensionale. Copertura con riassetto di altre agevolazioni.
IL NODO
Da chiarire il legame tra la parte di incentivazione fiscale degli investimenti e il piano sulle competenze delle risorse umane.

Centrodestra
Si punta a un mix di innovazione tecnologia ed efficienza energetica. Tra le proposte più dettagliate: semplificazione del crowdfunding per le startup, sicurezza degli approvvigionamenti energetici, più efficienza della produzione energetica e dei consumi nell’edilizia, nell'industria e nei trasporti. Per il Sud sviluppo infrastrutturale e industriale con uso più efficiente dei fondi europei con l’obiettivo di azzerare il gap di crescita con il resto del Paese.
IL NODO
Sembra non esserci un aggancio esplicito alle trasformazioni industriali 4.0.

Movimento 5 Stelle
Una Banca pubblica per gli investimenti per piccole imprese, agricoltori, famiglie e un piano da 50 miliardi per investimenti produttivi nei settori strategici. Poi 200mila posti di lavoro da economia del riciclo e 17mila nuovi posti per ogni miliardo di investito nelle rinnovabili ed efficienza energetica. Salvaguardia del made in Italy anche in opposizione ai trattati internazionali.
IL NODO
Da specificare le coperture per il piano di investimenti nei settori strategici.

Liberi e Uguali
Tra le idee programmatiche, una holding delle partecipazioni pubbliche e una banca pubblica degli investimenti. Sugli incentivi industriali si opterebbe per privilegiare alcune filiere strategiche, più che su agevolazioni “trasversali” quali quelle del piano Industria 4.0.
IL NODO
La compatibilità dell’idea di un forte impegno pubblico sui grandi settori, anche con partecipazioni, con l’esigenza di ridurre il debito pubblico.

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