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Renzi: il futuro sono gli Stati Uniti d'Europa

evento con eurodeputati dem

Renzi: il futuro sono gli Stati Uniti d'Europa

L'intervento di Matteo Renzi durante l'incontro 'Il futuro si chiama Stati Uniti d'Europa' a  Milano (Ansa)
L'intervento di Matteo Renzi durante l'incontro 'Il futuro si chiama Stati Uniti d'Europa' a Milano (Ansa)

«Il futuro sono gli Stati Uniti d'Europa e noi chiediamo agli altri partiti da che parte stanno. In Italia abbiamo i no euro, i boh euro e i sì euro». Lo ha detto il segretario Pd, Matteo Renzi, parlando oggi a Milano all'evento pro Europa organizzato insieme con gli eurodeputati dem. «In Italia la destra è guidata dai populisti europei e un voto dato alla destra è un voto che allontana l'Italia dall'Europa» ha aggiunto Renzi, secondo il quale alle elezioni del 4 marzo la sfida sarà tra Pd e M5s.

Vera coalizione populismi è fra Lega e M5s
«Oltre a una finta coalizione presentata come quella dei moderati ce n'è una vera che mette insieme due populismi ovvero 5 Stelle e Lega» ha detto il leader dem citando le posizioni riguardo il referendum sul moneta unica, l'immigrazione e sui vaccini con «fake news che dovremmo chiamare panzane galattiche». E allo stesso modo «è una fake news quando dicono che abbiamo scambiato la flessibilità con i migranti» ha detto Renzi, ricordando che «la flessibilità è stata concessa a gennaio mentre la questione dei migranti è esplosa ad aprile».

Elezioni, primi siamo noi o 5 Stelle
Il 4 marzo considerando che i 2/3 dei seggi saranno assegnati con il proporzionale, per Renzi la sfida è Pd e 5 Stelle. «Il primo partito - ha detto oggi - o siamo noi o il primo partito è quello a 5 Stelle».

Scelta importante come nel 1948
Per Renzi «la scelta elettorale del prossimo 4 marzo ha la stessa importanza di quella del 1948 quando si decise la collocazione italiana nella politica internazionale». Il voto «sarà cruciale nel processo di riforma europeo» ha avvisato, chiedendo ai moderati se vogliono dare con il loro «voto la golden share al pupillo di Marine Le Pen in Europa, Salvini».

Vaccini: parliamone con dottori, non di Maio-Salvini
Rilanciando su Facebook un post del ricercatore Roberto Burioni, che contesta alcune affermazioni del direttore del Fatto quotidiano Marco Travaglio sul morbillo, Renzi ha scritto: «Vorrei che la campagna elettorale non fosse sui vaccini. Perché la salute dei nostri figli viene prima dell'elezione di un deputato. Ma se la Lega e il Movimento Cinque Stelle continuano a dire che loro cambieranno la legge sulla obbligatorietà dei vaccini, il Pd ripete con forza che noi siamo dalla parte della scienza e della medicina. Quando parliamo della salute dei figli ne parliamo con i dottori, non con Di Maio o Salvini». Il post di Burioni «dimostra come un medico preparato possa fare informazione corretta sostituendosi a un giornalista di parte», scrive ancora Renzi, il medico «smonta scientificamente la tesi del giornalista senza cedere mai al rischio dell'insulto o della polemica», «cita un caso concreto e specifico», «e rimanda a un dato ufficiale Istat per la verifica». «Il medico che fa informazione si chiama Roberto Burioni - aggiunge -il giornalista che fa disinformazione si chiama Marco Travaglio».

(Al. Tr.)

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