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Commissione Banche, convergenza su Procura dei reati finanziari

la proposta più gettonatadai partiti

Commissione Banche, convergenza su Procura dei reati finanziari

  • – di Redazione online
(Ansa)
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Con l’arrivo, oggi, delle proposte dei partiti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche si avvicina il varo della relazione finale previsto per la fine della settimana. «Abbiamo lavorato per mesi e mesi in modo intensissimo, con decine di audizioni, con l'acquisizione di migliaia di pagine di documentazione. Adesso puntiamo a un documento finale di proposte condivise, sul che fare» dice Renato Brunetta, mentre mano a mano emergono le sollecitazioni formulate dalle diverse forze presenti nell’organismo parlamentare d’inchiesta. I tempi sono stretti: l'ufficio di presidenza della commissione esaminerà i contributi trasmessi dalle forze politiche nella riunione già in calendario per venerdì prossimo.

Forza Italia: procura nazionale e Agenzia rating Ue
Commissione parlamentare di vigilanza sul sistema bancario e finanziario, Procura nazionale per i reati economico-finanziari e Agenzia di rating europea. Sono le prime tre delle sei proposte principali presentate da Forza Italia per la relazione finale della commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario. Nel testo consegnato al presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, figurano, inoltre la separazione delle banche commerciali dalle banche d'affari (o speculative), la prevenzione di conflitti di interesse e del meccanismo delle “porte girevoli” e l'introduzione di uno “statuto speciale” per gli specialisti in titoli di Stato e potenziamento dello staff del Tesoro. I punti predisposti incorporano e contengono anche le indicazioni arrivate dai gruppi di Fratelli d'Italia e della Federazione della libertà.

M5S: puntare su Superprocura per reati economici e class action
Cardine delle proposte M5S, firmate dal componente della commissione Carlo Sibilia, è invece la creazione di Uffici giudiziari specializzati per i reati economici. Un cavallo di battaglia del Movimento, che non pone veti sulla formula giuridica da utilizzare, vuoi con una Superprocura (in pratica, la stessa che propone Forza Italia) o passando da sezioni specializzate per le materie economiche. Misure complementari sono poi l’approvazione di un Codice di procedura ad hoc per il settore bancario e finanziario e la previsione di una class action per permettee ai cittadini di procedere confronti di una banca che li abbia danneggiati. Opportuno, secondo il M5S, anche il divieto di stipula di contratti derivati da parte degli enti pubblici, che dovrebbe essere accompagnato dal potenziamento degli uffici del Mef che si occupano di debito pubblico e rischi connessi.

Dai dem paletti alle porte girevoli e Procua nazionale
L’idea di una Procura speciale che si occupi dei reati bancari e finanziari piace anche al Pd, che infatti la propone al presidente Casini insieme alla richiesta di ricostituire nella prossima legislatura la Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche. I magistrati inquirenti da arrulare nel nuovo ufficio giudiziario dovrebbero essere dotati di «competenze specifiche e sofisticate», con una «particolare preparazione in materie». Da prevedere inoltre la costituzione di sezioni specializzate a livello delle procure e dei tribunali distrettuali, «verificando anche la possibilità di un coordinamento presso una procura Nazionale». Altre proposte arrivate dai dem: la riforma della vigilanza per finalità o twin peaks, «con l'obiettivo di produrre una maggiore cooperazione, rispetto al modello ibrido attuale che favorisce le incomprensioni», e una normativa più estesa e incisiva per contrastare il fenomeno delle 'porte girevoli' fra pubblico e privato. Nel suo documento, il Pd affronta anche il tema della tutela dei risparmiatori truffati i ed auspica «una nuova interlocuzione con le Autorità europee» in materia di bail in.

Augello (FL): rendere più stretta collaborazione Bankitalia-Consob
Dal senatore Andrea Augello, a nome del gruppo Federazione della Libertà, arriva invece la richiesta di riformare l'articolo 4 del Testo Unico della Finanza per rendere più cogente la collaborazione tra Banca d'Italia e Consob. Altra proposta, spiega Augello, è di «rafforzare i presidi di vigilanza sui crediti deteriorati delle banche» in modo che non vengano svenduti (in particolare se si tratta di banche a controllo pubblico, come nel caso di Mps) e di rafforzare il Mef sui fronti gestione debito pubblico e controllo dei crediti deteriorati. Sì anche al rafforzamento dei poteri di controllo dei reati economici da parte della magistratura, preceduta da una valutazione costi/benefici per capire il modello organizzativo più adatto.

FdI chiede riforma della vigilanza bancaria
Sempre dalle fila del Centrodestra arriva poi la proposta, targata Fratelli d’Italia, di istituire nella prossima legislatura una nuova Commissione d'inchiesta sulle banche, oltre a disciplinare la separazione tra banche commerciali e d'investimento. Tra le novità sollecitate dal partito di Giorgia Meloni spicca poi la riforma della vigilanza bancaria (con l'abolizione del segreto d'ufficio su ispezioni di Bankitalia e Consob e la pubblicazione dei nomi dei principali debitori insolventi delle banche che ricevono aiuti dallo Stato). Tra le richieste anche quella di «legare stipendi di manager e dirigenti con clausole di restituzione all'andamento della banca», la possibilità di perseguire e aggredire i patrimoni degli amministratori scorretti e il divieto per gli Enti pubblici di effettuare operazioni finanziarie «opache e rischiose».

Da Capezzone (Noi con l'Italia) cinque punti
Monitorare la montagna dei crediti insoluti etrovare una soluzione al conflitto di interessi di Bankitalia separando i poteri di vigilanza da quelli di risoluzione delle crisi. Questi invece due dei punti sottoposti alla presidenza della Commissione da Daniele Capezzone, deputato di Noi con l'Italia. Nel testo inviato trovano spazio anche la trasparenza su chi ha avuto fondi e non li ha restituiti, una proposta per i danneggiati (il warrant) e «il caso (mai abbastanza affrontato) delle banche popolari».

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