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Dossier | N. 95 articoliElezioni 2018-Ultime notizie, interviste e video

Elezioni, regole più stringenti e stop ai rimborsi dietro il crollo dei simboli depositati

La differenza sta nei numeri. Sono 103 i simboli che tra venerdì 19 e domenica 21 gennaio sono stati depositati al Viminale (che sta svolgendo l’istruttoria per verificarne la regolarità) per partecipare il prossimo 4 marzo alle elezioni politiche. Cinque anni fa, per le politiche del febbraio 2013, i simboli presentati al ministero dell’Interno nei tre giorni previsti furono ben 219.

L’abolizione dei rimborsi elettorali
Come si spiega questo dimezzamento? Come confermano anche dal Viminale, dietro la drastica riduzione c’è un mix tra normativa più stringente e abolizione dei rimborsi elettorali. Il decreto Legge 28 dicembre 2013, n. 149, varato dal governo Letta, ha previsto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Fino ad allora esisteva infatti non solo un contributo statale per il funzionamento ordinario dei partiti, ma anche un rimborso per le spese elettorali da questi sostenute per le elezioni politiche, europee e regionali. Un rimborso che alla Camera era ripartito in proporzione ai voti di lista conseguiti dai partiti che avessero ottenuto almeno un candidato eletto o il 2% dei voti validi (in precedenza il requisito consisteva nel superamento della soglia dell'1 per cento dei voti validamente espressi). Chiaro che l’abolizione della prospettiva (anche se incerta) di un rimborso abbia rappresentato un deterrente per molti.

L’obbligo di deposito dello statuto
Non solo. All’atto del deposito del contrassegno deve essere depositato ora anche lo sta tuto del partito politico (qualora questo sia iscritto al registro nazionale dei partiti politici) o in mancanza di iscrizione, una dichiarazione, con la sottoscrizione del legale rappresentante autenticata dal notaio, che indichi alcuni elementi minimi di trasparenza: il legale rappresentante del partito o del gruppo politico organizzato, il soggetto che ha la titolarità del contrassegno depositato e la sede legale nel territorio dello Stato; gli organi del partito o del gruppo politico organizzato, la loro composizione nonché le relative attribuzioni. Norme più stringenti dunque. Che hanno disincentivato le liste civetta così di moda fino a qualche tempo fa.

Coalizioni più snelle
Infine la nuova legge elettorale, a differenza del Porcellum, prevede che una lista debba superare almeno l’1% a livello nazionale per poter contribuire con i suoi voti alla ripartizione dei seggi all'interno della coalizione . Una norma che ha indotto i partiti principali di centrodestra e centrosinistra a limitare gli apparentamenti alle liste più rappresentative, capaci di superare la soglia. Se si considera che la ripartizione dei seggi attribuiti invece su base proporzionale avviene tra le liste che avranno superato il 3% dei voti a livello nazionale, ecco un altro motivo che può aver scoraggiato in tanti a presentare il simbolo.

Norme semplificate per le firme
Non dovrebbe aver influito invece la questione delle firme da raccogliere per chi non ha un gruppo in una delle due Camere. Eccezionalmente infatti per questa tornata elettorale il loro numero è stato ridotto di un quarto rispetto alle 1500 previste dalla legge (che diventano perciò 375 in ciascuno dei 63 collegi plurinominali, per un totale di circa 24mila)

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