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Retake Roma: «Serve una nuova governance per Roma»

la proposta contro il degrado della Capitale

Retake Roma: «Serve una nuova governance per Roma»

Semplificare, innovare, connettere. Sono le parole d’ordine della proposta di legge costituzionale per riformare l’ordinamento di Roma Capitale presentata all’Università Roma Tre dall’associazione Retake Roma, un movimento di cittadini, no-profit e apartitico. La Onlus è impegnata da anni nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni pubblici e nella diffusione del senso civico sul territorio: opera nelle grandi città e a Roma ha 80 gruppi di quartiere. Una scelta, hanno spiegato nell’incontro a Roma Tre, per combattere il crescente degrado che affligge la Capitale, per avviare decise azioni di contrasto alla crisi della città e per animare il dibattito sulla governance di Roma Capitale.

Serve un piano di ristrutturazione chiaro
Nel dibattito a Roma Tre è intervenuto anche il mondo della politica. Per Andrea Mazziotti di Celso, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera (iscritto nel gruppo Misto nella componente Civici e innovatori), è impossibile «dare autonomia senza un piano di ristrutturazione chiaro». Per lui occorre «un intervento bipartisan, partendo dalla revisione del Titolo V della Costituzione». Per il deputato Stefano Fassina di Liberi e uguali «serve una fase costituente per Roma». Quella di Retake, ha sottolineato Fassina, è «una iniziativa tempestiva e necessaria che affronta il nodo principale che inibisce una rigenerazione della Capitale». E ha ricordato le proposte di legge presentate in Parlamento, a partire da quella del senatore Walter Tocci. Oggi si assiste a una frattura tra la Capitale e il suo Paese. Roma è stata per molti anni parola d’ordine di sentimenti negativi, a partire dal “Roma ladrona” della Lega. E proprio nella Capitale sono state pervasive le degenerazioni della politica. «Bisogna rompere il pregiudizio politico verso Roma», ha detto il presidente del Pd, Matteo Orfini, sottolineando che «sicuramente Roma ha bisogno di più poteri e più decentramento». Ma ha anche dichiarato che «mancano le istituzioni, la politica e non si percepisce un progetto di ricostruzione della città».

La governance essenziale per la Capitale, che è il centro pulsante del Paese
«La governance efficiente di una città complessa come Roma è essenziale per la sua cittadinanza, e per tutto il Paese, dato che è anche la sua capitale, il centro pulsante della nazione», ha sottolineato la fondatrice di Retake, Rebecca Spitzmiller, docente di Diritto comparato all’università di Roma Tre. Una città dove «la governabilità sembra diventata impossibile» e nella quale il «sentimento prevalente è che chi ci governa non è capace o ignora la rilevanza del compito o minimizza la sua importanza, senza assumersi la responsabilità di cercare altre soluzioni». Per Rebecca Spitzmiller l’obiettivo principale deve essere «rigenerare Roma»: «il processo di conversione di Roma Capitale in Distretto autonomo sarà complesso ma essenziale per ottenere una governance in grado finalmente di rispondere alle sfide sociali ed economiche di fronte alle quali si trova».

Il progetto di Retake
Nel progetto di Retake la Capitale dovrebbe avere una forte autonomia differenziata, una competenza legislativa per dotarsi di regole capaci di incidere davvero sulle criticità che affliggono Roma e una autonomia finanziaria e impositiva per superare la logica emergenziale. Descrivendo in tre punti la proposta di legge costituzionale elaborata di Retake, si parte dalla trasformazione di Roma Capitale in un distretto ad autonomia differenziata, equiparata alle regioni a statuto ordinario. Segue la richiesta di convertire gli attuali municipi in veri e propri Comuni metropolitani, sopprimendo il comune e la città metropolitana. Nel nuovo distretto di Roma Capitale ci sarebbe un presidente distrettuale eletto a suffragio universale e diretto, una assemblea capitolina distrettuale dotata di ampia potestà legislativa, esclusiva e concorrente. Poi ci sarebbe un organismo permanente di raccordo procedurale fra il distretto di Roma Capitale e la Regione Lazio. Per Retake sarebbe anche l’occasione per rivedere l’assetto delle autonomie regionali e valutare la possibilità di estendere il principio dell’autonomia differenziata anche alle grandi aree urbane.

Lintervento di Retake Roma a piazzale Ostiense

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