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Sicurezza e difesa, rinnovato il contratto: aumenti a regime tra 125 e…

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Sicurezza e difesa, rinnovato il contratto: aumenti a regime tra 125 e 136 euro

«Erano 9 anni che non si faceva un contratto, credo sia un risultato molto importante. Si tratta di aumenti a regime, non una tantum: si va da 125 euro circa al mese per le forze armate e 132 per la polizia. A questo si aggiungono gli arretrati che arriveranno non appena i tempi tecnici lo permetteranno: circa 556 euro per la polizia e 517 per le forze armate». Lo ha detto la ministra della Funzione pubblica, Marianna Madia, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, commentando in conferenza stampa a palazzo Chigi la sigla dell’accordo, avvenuta nella notte per il rinnovo del contratto di forze dell’ordine e difesa.

Sicurezza e Difesa, nuovo contratto per 450 mila
Quasi mezzo milione, «450 mila lavoratrici e lavoratori del comparto sicurezza e difesa» della Pubblica Amministrazione «da oggi hanno un nuovo contratto.
Uomini e donne che ogni giorno assicurano il controllo, la tutela e la sicurezza di tutti noi e dei nostri territori». Così la ministra della Funzione pubblica, Marianna Madia, in un tweet pubblicato nella notte, subito dopo la sigla dell’accordo.

Minniti: Italia vicina a divise
Il rinnovo del contratto per militari e forze di polizia è «il più imponente sforzo di carattere strutturale fatto per il comparto da quando esiste. È doveroso e giusto che l'Italia sia vicino a chi in questi anni ha garantito la sicurezza delle nostre vite con sacrificio e dedizione. Bisogna dimostrarlo con atti concreti che sono giunti» ha detto il ministro dell'Interno, Marco Minniti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme alle colleghe Marianna Madia e Roberta Pinotti.

Madia: condizioni rinnovo 3,3 milioni di statali
Dopo quelli per il comparto sicurezza e difesa «stiamo andando avanti con gli altri 3 contratti che mancano. Ci sono le condizioni per rinnovare il contratto a
tutti i dipendenti pubblici, che sono tre milioni e trecentomila» ha aggiunto la ministra della Funzione pubblica, Marianna Madia, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Voglio tranquillizzare - ha spiegato Madia - i sindacati che ieri hanno scritto al Governo. Stiamo andando avanti con le trattative per il rinnovo dei contratti che ancora mancano: scuola (sono 1,2 milioni di persone), sanità ed enti locali. Per i primi lo stato di avanzamento della trattativa è buono e prossimamente verranno convocati all'Aran anche i sindacati di sanità ed enti locali». Ci sono, ha ribadito, «le condizioni economiche e normative per il rinnovo dopo 9 anni di tutti i 3,3 milioni di dipendenti pubblici».

Sul contratto degli statali un'accelerata pre-elettorale

Tavola aperto per scuola, sanità ed enti locali
Lo scorso 19 gennaio il Governo ha dato il via libera all’accordo sul contratto dei 270mila statali che lavorano nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici come l'Inps o l'Aci (oltre al Cnel sopravvissuto al referendum). Il Cdm ha infatti detto sì all'intesa del 23 dicembre tra sindacati e Aran, l'Agenzia che tratta per la ministra Madia. In ballo ci sono anche gli arretrati: dai 370euro della fascia più bassa ai 712 della più alta (media 492). Se si va spediti l'una tantum degli arretrati dovrebbe arrivare a febbraio, anticipando così di pochi giorni l'appuntamento del voto. Lo scatto contrattuale di 85 euro medi lordi partirebbe invece da marzo. È ancora aperto il tavolo delle trattative sulla scuola, che con i suoi 1,2 milioni di dipendenti è il settore più ampio e ha anche i problemi più pesanti per completare il mosaico dei fondi. Aperti anche i tavoli per sanità e enti locali.

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