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Banche, no accordo su documento unitario: relazione approvata a…

commissione d’inchiesta

Banche, no accordo su documento unitario: relazione approvata a maggioranza

Niente accordo su una relazione unitaria della commissione d'inchiesta sulle banche. È quanto è emerso stamattina al termine dell’ufficio di presidenza. A seguito di questa comune valutazione, il presidente della Commissione ha nominato come relatore il vice presidente Mauro Maria Marino, che ha presentato la sua relazione. Nel frattempo altri gruppi parlamentari come M5S, Forza Italia, Leu hanno fatto pervenire alla Commissione i loro documenti. La relazione finale di maggioranza della Commissione d’inchiesta sulle banche, presentata dal vice presidente Marino, è passata con 19 voti favorevoli (Pd e centristi). I contrari sono stati 15, sei gli assenti.

Per quanto il presidente della commissione, Pier Ferdinando Casini, abbia lavorato in queste ultime settimane a un testo condiviso che tenesse conto delle richieste generali da sottoporre all’ufficio di presidenza prima, e alla commissione poi, non c’è stato insomma l’accordo su un documento comune. L’aria che si respirava alla vigiolia era del resto di generale tensione e di mancanza di unanimità tra le diverse forze politiche. Oltre a Liberi e Uguali, che già da tempo si è sfilata dalla possibilità di appoggiare un documento condiviso, anche il commissario del M5S Alessio Villarosa aveva detto ieri di avere un «sentiment assolutamente negativo». E aveva previsto che alla fine, a suo parere, «non ci sarà nessuna relazione comune ma tanti documenti dei singoli gruppi».

Relazione maggioranza: Bankitalia e Consob inefficaci
«Nello scenario che ha caratterizzato l’ultimo decennio, l'esercizio dell'attività di vigilanza non si è dimostrato del tutto efficace» si legge nella relazione di maggioranza illustrata dal vice presidente Mario Maria Marino e che la commissione di inchiesta sulle banche dovrà votare. «La Commissione è giunta a ritenere che in tutti i 7 casi» di crisi bancarie oggetto di indagine «le attività di vigilanza sia sul sistema bancario (Banca d’Italia) che sui mercati finanziari (Consob) si siano rivelate inefficaci ai fini della tutela del risparmio», si legge. E ancora: «La disamina e l'approfondimento di alcuni eventi che hanno contraddistinto l'azione della vigilanza - nella specie di Banca d'Italia e Consob - ha fatto emergere, nell'ambito dell'inchiesta, oggettive debolezze nella collaborazione e nello scambio reciproco di informazioni rilevanti tra i due organismi».

Relazione maggioranza: Consob non usò adeguatamente suoi poteri
La Consob, dotata di «maggiori poteri» ispettivi rispetto alla Banca d'Italia, «non pare averli utilizzati adeguatamente (avendoli attivati in due sole occasioni) né aver, di fatto, conseguito risultati significativi» si legge nella relazione di maggioranza presentata dal vice presidente Mario Maria Marino. Sicché «sulla base di quanto emerso dai lavori della Commissione, gli interventi attuati dalla Consob non hanno portato all'individuazione tempestiva di quelle criticità che solo l'Autorità Giudiziaria ha poi accertato, quando ormai i fatti contestati si erano da tempo consumati».

Per Bankitalia più poteri e scambi con Consob
Di qui l’ opportunità, suggerita sempre dalla relazione di maggioranza di «valutare la previsione di allargare a Banca d'Italia i poteri investigativi già riconosciuti a Consob dal Tuf e quindi, tra l'altro, il potere di utilizzare la polizia giudiziaria per effettuare accessi, ispezioni e perquisizioni» . Nonché la necessità di «garantire costanti ed efficaci scambi di informazioni tra le Autorità di vigilanza nazionali», visto che la collaborazione tra Bankitalia e Consob «è stata carente e pertanto è necessario rafforzarla»

Nella relazione si chiede inoltre la creazione di un organismo pubblico di gestione dei crediti deteriorati (Bad Bank) almeno a livello nazionale, sulla base di un framework europeo. E si legge inoltre che l'addendum della Bce sul trattamento degli Npl «dovrà essere in sintonia con la parallela attività del Consiglio e della Commissione UE di favorire la creazione di mercati secondari per l'assorbimento dei Npl».

Relazione M5S: via la prescrizione per reati bancari
Stamattina il commissario M5s Carlo Sibilia ha ribadito che l’orientamento dei Cinquestelle era di «non votare» la relazione predisposta da Casini. Alla fine il M5s ha presentato in effetti una sua relazione di minoranza. Tra le proposte, l’eliminazione della prescrizione per i reati bancari così come avviene per i crimini di guerra. L’eliminazione della prescrizione secondo M5S favorirà «un processo di riconversione della finanza moderna in Italia, in quanto costituirà un deterrente formidabile nei confronti di tutti gli operatori del settore dediti ad attività predatorie». Confermata poi la proposta di contrastare il fenomeno delle porte girevoli con il divieto per i funzionari delle Autorità di accettare per sei anni incarichi presso i vigilati.

Leu: no a relazione Casini, troppe reticenze
«Stamattina all’ufficio di presidenza abbiamo ribadito la nostra indisponibilità a sottoscrivere la relazione di Casini, che è di mediazione, non entra nel merito e
presenta alcune reticenze gravi rispetto al lavoro che abbiamo fatto e che doveva essere resto pubblico». Così Davide Zoggia (Liberi e uguali), presentando alla Camera la relazione di Leu, depositata in commissione d’inchiesta. La relazione di Leu, in 10 capitoli, riassume le vicende analizzate in commissione, dal tema delle competenze dei componenti dei Cda a una revisione della prescrizione per i reati finanziari. No invece all'idea di una superprocura.


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