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Criptovalute e bolle, Padoan: «Le banche centrali si stanno…

il ministro dell’economia

Criptovalute e bolle, Padoan: «Le banche centrali si stanno attrezzando, il sistema va regolato»

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan  (Ansa)
Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (Ansa)

Il sistema delle criptovalute va regolato e le banche centrali si stanno attrezzando per farlo, per evitare lo scoppio di bolle. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a un convegno organizzato da Enel Foundation e Aifi. «La blockchain è una tecnologia e un conto è la tecnologia, un conto è l'uso che se ne fa. La tecnologia da sola non crea bolle. Tutto questo sistema dovrà essere regolato - le banche centrali si stanno attrezzando e stanno valutando se emetterne (di criptovalute) - in modo da evitare bolle, che poi esplodono e fanno danni», ha dichiarato Padoan.

Sono di ieri sera tre notizie provenienti dagli Stati Uniti e che hanno a che fare con interventi repressivi o regolatori. Facebook ha fatto sapere di avere vietato la pubblicità di criptovalute, la Sec ha bloccato una Ico da 600 milioni di dollari (promossa da da AriseBank, banca con sede a Dallas che gestisce oltre 700 criptovalute) e la Cftc (Commodity Futures Trading Commission) ha acceso un faro sulla piattaforma più chiacchierata, Bitfinex. Le tre notizie, che puntano nella direzione di un'accelerazione del processo per una regolamentazione più stringente nel mondo delle criptovalute, hanno messo in subbuglio il settore, che ha iniziato ad accusare gli effetti ieri sera e lungo tutta la seduta asiatica.

Il bitcoin, la criptovaluta più nota, ha chiuso il 2017 con una performance da record ed ha iniziato il 2018 con rialzi che non si vedevano da tempo. Ma, nelle ultime settimane, la moneta digitale sta vivendo il momento peggiore degli ultimi tre anni: perde circa il 30% rispetto all'inizio di gennaio, secondo i dati forniti da Coindesk. Oggi è scesa sotto quota 10.000 dollari e ha perso circa il 50% rispetto alla chiusura record di metà dicembre, quando toccò i 20.000 dollari. In questo momento viaggia sopra i 10.000 dollari. Un calo tanto marcato è abbastanza raro anche per bitcoin, che di per sé è un asset molto volatile: ha perso il 30% in un mese solo altre tre volte, l'ultima nel gennaio del 2015.

Nonostante ci siano diverse ragioni dietro a questo declino, la principale è rappresentata proprio dal giro di vite regolatorio di diversi governi, fra i quali gli Stati Uniti.

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