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Ora regole chiare e robusti incentivi per rilanciare il lavoro stabile

L'Analisi|occupazione

Ora regole chiare e robusti incentivi per rilanciare il lavoro stabile

L'assenza, per il tutto il 2017, di uno sgravio generalizzato targato Jobs act a favore delle imprese e l'attesa dei nuovi incentivi per spingere su l'occupazione stabile (giovanile) contenuti nella legge di Bilancio 2018 hanno, di fatto, frenato le assunzioni. Complice anche il clima di incertezza (in vista del voto del 4 marzo) a dicembre il numero di occupati è crollato di 66mila unità, assottigliando così il “bottino” complessivo 2017 di nuovi lavoratori, che si ferma a un modesto +173mila.

La fotografia scattata dall'Istat parla di un mercato del lavoro in chiaro-scuro: le assunzioni stabili, vale a dire con contratto a tempo indeterminato, ormai sono ridotte al lumicino: sul mese, i dipendenti permanenti sono scesi di 31mila unità; sull'anno, hanno segnato un primo calo, -25mila posizioni, a fronte di un incremento di 333mila dipendenti a termine, e un crollo degli autonomi (-105mila professionisti).

Il tasso di disoccupazione, a livello generale, continua a scendere: a dicembre ci si attesta al 10,8%; un piccolo segnale positivo, anche se tornano a crescere gli inattivi (tra cui moltissimi scoraggiati) e ciò, considerato il simultaneo calo delle assunzioni, potrebbe significare uno scivolamento di questo segmento marginale del mercato del lavoro dalla disoccupazione all'inattività (proprio per le difficoltà a trovare un impiego, anche precario). Un fenomeno questo che interessa sia uomini che donne.

Discorso a parte per gli under25: qui il tasso di disoccupazione continua a ridursi, siamo al 32,2%, a testimonianza, anche, dei risultati positivi dei due bonus, Sud e Occupazione, gestiti da Anpal, che lo scorso anno hanno condotto a circa 190mila stabilizzazioni incentivate. Restiamo comunque distanti dai primi della classe, la Germania, che grazie al sistema di formazione duale, ha un tasso di under25 senza un impiego stabile intorno al 6 per cento; e manteniamo, a livello internazionale, la terz'ultima posizione: dietro l'Italia, solo Grecia e Spagna. Qui a pesare sono soprattutto i risultati insoddisfacenti di Garanzia giovani e una partenza con luci e ombre dell'alternanza scuola-lavoro.

Il punto è che il nostro mercato del lavoro vive una fase di attesa: i contratti a termine, certamente più tutelanti di false collaborazioni o partite Iva (o peggio, lavoro sommerso) stanno mantenendo persone impiegate (in questo le robuste modifiche operate dal decreto Poletti nel 2014 hanno centrato l'obiettivo). Certo, le assunzioni stabili si sono fermate, almeno da quest'estate. Qui ci sarebbe bisogno di un quadro chiaro di regole e incentivi per aiutare gli imprenditori ad avere più fiducia in questo rapporto subordinato: tutti i partiti sono sostanzialmente d'accordo che occorre abbassare il cuneo sul lavoro stabile. Bisognerà però vedere se agli annunci (e alle roboanti promesse elettorali) seguiranno poi fatti concreti. Da monitorare attentamente anche il segmento del lavoro autonomo: vero è che la chiusura di diverse partite Iva fasulle o collaborazioni fittizie è stata “indotta” dal giro di vite operato dal Jobs act; ma non c'è dubbio che l'intero settore del lavoro indipendente viva una stagione critica (il ddl Del Conte deve ancora produrre i suoi effetti).

L'altro elemento che emerge dai dati Istat è che l'occupazione cresce essenzialmente tra gli over 50, e in minima parte tra i giovanissimi. Anche al netto dell'effetto demografico, si conferma in difficoltà la fascia mediana 35-49 anni (certo pesa pure la contrazione della popolazione tra i 15 e i 49 anni). Qui si tratta di persone probabilmente coinvolte in processi di riorganizzazione aziendale, ancora in corso. Su questo aspetto, bisogna adesso correre nel decollo delle politiche attive, per gestire al meglio le fasi di transizione tra un impiego e l'altro, evitando di creare nuove sacche di scoraggiati, adesso che i primi segnali di ripresa del ciclo economico iniziano a intravedersi.

Laltalena del mercato del lavoro: calano gli occupati, scende la disoccupazione fra i giovani

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