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Crac Ferrovie Sud Est, ai domiciliari l'ex amministratore Luigi Fiorillo

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L’accusa È di bancarotta fraudolenta

Crac Ferrovie Sud Est, ai domiciliari l'ex amministratore Luigi Fiorillo

Un crac finanziario da 230 milioni di euro per le Ferrovie Sud Est, una società controllata da Ministero dei Trasporti. Undici persone sono finite ai domiciliari: Luigi Fiorillo -già commissario governativo e legale rappresentante e amministratore unico di Ferrovie Sud Est - l’ex assessore regionale Fabrizio Romano Camilli, Ferdinando Bitonte, Carlo Beltramelli, Carolina Neri, Gianluca Neri, Franco Cezza, Gianluigi Cezza, Rita Giannuzzi, Fausto Vitucci e Angelo Schiano. Si contestano i reati di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale avvenuti tra il 2001 e il 2015.

Indagate in totale 29 persone
Nell’inchiesta sono indagate in totale 29 persone, fra imprenditori, dirigenti e progettisti di Fse. Nell’ordinanza sono riportati i nomi anche di altri soggetti, fra i quali spicca Fabrizio Romano Camilli, ex assessore regionale. Stando alle indagini della magistratura barese Fiorillo, in concorso con consulenti e funzionari della società e imprenditori, avrebbe dissipato o distratto fondi esternalizzando servizi senza fare gare d’appalto. Ferrovie Sud Est è una società interamente partecipata dal Ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario, acquistata circa un anno fa da Ferrovie dello Stato e attualmente sottoposta a procedura di concordato preventivo in continuità.

Il conto corrente n.13.000 presso la Bnl
Stando al capo d’imputazione principale, Fiorillo, «l’amministratore occulto Schiano» e il revisore Vitucci «tenevano i libri e le altre scritture contabili in modo tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari». Inoltre, «tenevano la contabilità confondendo in un unico conto corrente (il n. 13.000 presso Bnl) gli importi provenienti dalla attività di concessione del servizio ferroviario (euro 135 milioni di contributi regionali + euro 16 milioni dalla vendita dei biglietti) con quelli relativi ai finanziamenti europei e regionali (danaro pubblico e vincolato al singolo progetto finanziato) che la società gestiva quale stazione appaltante (pari a euro 850 milioni nel corso degli anni), utilizzando fondi riferiti al contratto di servizio per gli investimenti e viceversa, non rendendo possibile, se non in modo parziale e solo attraverso il complicato esame di documentazione extra-contabile, la ricostruzione della contabilità». Attraverso queste operazioni, «incidevano sulla gestione finanziaria quanto ai debiti verso la banca e sul conto economico quanto ai costi degli oneri bancari, aggravando l’esposizione debitoria di Fse i cui gli interessi bancari passivi, dal 2007 al 2016, hanno inciso per euro 60 milioni (in parte causati dagli utilizzi per anticipazioni di investimenti)».

Vino da 2mila 600 euro e 14mila euro in spostamenti a Roma
Nei documenti investigativi, i magistrati scrivono che «Fiorillo Luigi approfittava sistematicamente dei suoi poteri stipulando contratti palesemente contrari all’interessi della società, sia per le modalità di scelta dei contraenti – individuati senza esperire previamente le procedure di evidenza prescritte dalle legge e neppure, più semplicemente, indagini di mercato – sia per la sproporzione economica dei contratti stessi». Non solo: «È emerso inoltre che Fiorillo non era quasi mai presente a Bari, sede della società, dimorando abitualmente a Roma, dove peraltro frequentava lussuosi ristoranti e sale da the, ponendo le relative spese a carico della società. Si trattava certamente di spese voluttuarie: basti pensare alla spesa di € 2600,00 per una sola bottiglia di vino acquistata in data 1.6.2009 presso l’Enoteca Capranica di Roma. Per gli spostamenti in Roma egli si avvaleva di un autista per il quale otteneva da Fse un rimborso di € 14.000,00 al mese, pur essendo la società dotata di un proprio autista».

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