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Dossier | N. 177 articoliElezioni 2018-Ultime notizie, interviste e video

Elezioni, liste dimezzate dalla necessità delle firme: corrono in 42

Quarantadue liste in corsa: 35 in Italia e 7 all’estero. È questa la fotografia che si ricava consultando la sezione “elezioni trasparenti” del sito del Viminale, dove a partire dal 31 gennaio sono pubblicati statuto, programma e capo politico. Una drastica riduzione rispetto agli 84 contrassegni che risultavano ammessi a partecipare dopo il primo esame di ammissibilità del ministero dell’Interno. La variabile che ha portato alla contrazione dei simboli in corsa, a parte casi limitati come quello di Energie per l’Italia (che ha deciso di non partecipare alle elezioni politiche dopo che il suo leader Stefano Parisi ha scelto di candidarsi per la presidenza della Regione Lazio) è stata la necessità di raccogliere circa 24mila firme (per questa tornata almeno 375 in ognuno dei 63 collegi plurinominali della Camera, ai quali va aggiunta la Valle d’Aosta) per quelle liste che non hanno rappresentanza politica nell’attuale Parlamento. Molti non ce l’hanno fatta.

Alla fine la scheda elettorale non sarà unica a livello nazionale, perché ci saranno partiti e quindi simboli che si presentano in tutti i collegi o circoscrizioni e partiti che si presentano solo in alcuni. La pubblicazione sul sito del Viminale del dettaglio finale dei candidati per ciascun collegio avverrà invece entro l’8 febbraio.

I simboli ammessi
Scorrendo i simboli ammessi, sono molte le conferme e alcune le novità . I quattro partiti apparentati del centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia) si presentano con un programma elettorale identico. Mentre i quattro partiti alleati di centrosinistra no. Pd, I radicali di +Europa, la lista civica popolare della ministra Lorenzin (che nello statuto si autodefinisce un «movimento sturziano») e la lista Insieme (socialisti, verdi e area civica) di ispirazione ulivista hanno infatti ognuno un proprio differente programma politico.

Da potere al popolo al Partito comunista: le liste a sinistra
A sinistra, oltre a Liberi e Uguali, è confermata la presenza della lista dell’ex magistrato Antonio Ingroia, che si presenta a questa tornata elettorale (dopo la fallimentare esperienza di “Rivoluzione civile” nel 2013, con zero seggi alla Camera e al Senato) con una formazione politica intitolata “Lista del popolo per la Costituzione”. Ma c’è anche “Potere al popolo”, “Per una sinistra rivoluzionaria”, nonché il “Partito comunista” dell’ex Pdci Marco Rizzo.

Da Casa Poud a Italia agli italiani: le liste a destra
Anche a destra fioriscono le liste fuori dalla coalizione a quattro. Si parte con Casa Pound (guidata da Simone di Stefano), che punta espressamente a abbandonare l’euro. E si prosegue con Italia agli italiani (dentro ci sono Forza Nuova e Fiamma Tricolore) guidata da Roberto Fiore, che parla di “resistenza nazionale contro l’invasione in corso” di migranti. Ma ci sono anche Destre Unite e Blocco nazionale per le libertà.

Verdini alla guida del Partito repubblicano
Tra le novità, Denis Verdini, ex braccio destro di Silvio Berlusconi, si presenta come capo politico dello storico Partito repubblicano italiano, fuso per l’occasione con Ala, la formazione verdiniana attualmente rappresentata in Parlamento. Tra le liste che si presentano solo all’estero e per le quali non c’è obbligo di indicazione di programma e capo politico: Maie- Movimento associativo italiani all’estero (che, a differenza di altre liste, ha presentato il programma), Unital (Unione Tricolore America Latina), W la Fisica, Movimento delle Libertà, Unione sudamericana emigrati italiani. E Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia con un unico simbolo.

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