Italia

Frontex, scompare l’obbligo di portare in Italia i migranti soccorsi

al via la nuova operazione Themis

Frontex, scompare l’obbligo di portare in Italia i migranti soccorsi

Scompare l’obbligo di portare i migranti soccorsi tutti e soltanto in Italia. Dopo sei mesi di trattativa continua, l’Italia incassa la fine dell’operazione europea Triton con la sua clausola “capestro”. Un obiettivo del governo guidato da Paolo Gentiloni, discusso in sede Ue e poi preso in carico dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, e dal direttore del dipartimento Ps, Franco Gabrielli. Nella sede di Frontex, a Varsavia, da luglio gli uomini della direzione centrale Polizia delle Frontiere e immigrazione, guidati dal prefetto Massimo Bontempi, hanno sviluppato e condotto a buon fine la proposta italiana. Triton sarebbe dovuta finire il 31 dicembre scorso, ha avuto un mese di proroga solo per il tempo necessario a chiudere l’intesa sulla nuova operazione denominata Themis.

Migranti in salvo nel porto piu' vicino

Stop alla clausola “capestro”
Cambia ora l’area operativa di riferimento: quella di Triton, di estensione enorme nel Mediterraneo, con la clausola “capestro” obbligava di fatto qualunque imbarcazione a portare i naufraghi soccorsi in Italia. Themis ha un’area diversa e, al di fuori, gli interventi di salvataggio potranno condurre i migranti in un porto greco, libico, spagnolo o anche a Malta, benché l’isola non abbia mai brillato per grandi numeri di accoglienza.

Gli effetti sulla missione Sophia Eunavformed
Le conseguenze dell’intesa, poi, non si fermano a Triton. Al suo piano operativo, infatti, è agganciato quello di Sophia Eunavformed, altra operazione di stampo Ue contro il traffico di esseri umani. È molto probabile, quindi, anche la modifica operativa di Sophia, guidata dall’ammiraglio Enrico Credendino. In una nota, Frontex spiega che «l’operazione Themis rispecchierà meglio i modelli mutevoli della migrazione, così come il crimine transfrontaliero - ha dichiarato il direttore di Frontex Fabrice Leggeri - e aiuterà inoltre l’Italia a rintracciare attività criminali, come il contrabbando di stupefacenti attraverso l’Adriatico». La componente di sicurezza di Themis includerà la raccolta di intelligence e altre misure volte a individuare i foreign fighters e altre minacce terroristiche alle frontiere esterne. «Dobbiamo essere meglio equipaggiati per impedire che gruppi criminali che cercano di entrare nell’Ue non vengano individuati. Questo è fondamentale per la sicurezza interna dell’Unione europea» ha aggiunto Leggeri.

Sbarchi in calo
L’area operativa della nuova operazione coprirà il Mar Mediterraneo centrale, in particolare le acque che coprono i flussi provenienti da Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Turchia e Albania. Nell’ambito di Operation Themis, Frontex continuerà la sua presenza nei punti di crisi in Italia, dove gli agenti schierati dall’agenzia assisteranno le autorità nazionali nella registrazione dei migranti, tra cui il rilevamento delle impronte digitali e la conferma delle loro nazionalità. Gli sbarchi giunti finora in Italia ammontano fino a ieri dal 1° gennaio di quest’anno a 4.081 migranti. Quelli provenienti dalla Libia in particolare sono stati 3.143 con un calo rispettivamente del -26,06% rispetto al 2017 e -40,39% rispetto al 2016, frutto anche della collaborazione più stringente tra le forze libiche e la Marina militare italiana presente a Tripoli con nave Bergamini. Ma le preoccupazioni oggi tuttavia sono concrete sul livello di sicurezza del territorio libico a cominciare proprio dalle aree di partenza dei migranti, come Sabrata, dove negli ultimi giorni scontri e violenze hanno avuto una recrudescenza e le proteste contro gli italiani non sono mancate.