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Nel 2017 record di recupero dell’evasione fiscale, oltre 20 miliardi…

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Nel 2017 record di recupero dell’evasione fiscale, oltre 20 miliardi di euro

Nuovo record nel 2017 del contrasto all'evasione fiscale. L'attività di recupero messa in atto dall’amministrazione finanziaria ha riportato nelle casse dello Stato 20,1 miliardi di euro, con un aumento del 5,8% rispetto al 2016. Il consuntivo è stato fatto dal direttore generale dell'agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, alla presentazione dei risultati annuali. «I numeri ci dimostrano che non è vero che un fisco più vicino ai contribuenti è un fisco più debole con gli evasori fiscali», ha commentato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Prossimo passo, impegnarsi per ridurre ulteriormente le tasse a cominciare da quelle sul lavoro («si è fatto il possibile, si può dire che si poteva fare di più ma le condizioni del ciclo economico ci chiedono di fare di più, soprattutto per giovani, donne, Mezzogiorno, dove lavoro e investimenti fanno più fatica»). «Non ci vergogniamo di questi risultati» delle Entrate, ha aggiunto il premier, «il governo nel momento in cui presenta tabelle in cui si vede che la riscossione fiscale e i proventi della lotta all'evasione producono incrementi di gettito non è riluttante nel far vedere i risultati. Perché è dall'incremento della responsabilità e semplicità fiscale che possono venire le riduzioni delle tasse che sappiamo essere necessari per lo sviluppo della nostra economia».

Il premier: livelli record per la manifattura
Più in generale il capo del governo non manca di evidenziare la fase positiva in cui si trova il Paese. «C'è una congiuntura favorevole del ciclo economico mai così condivisa in tutte le aree economiche del mondo. L'Italia ne fa parte. Dobbiamo essere soddisfatti, anche i dati recentissimi di stamattina ci dicono che per l'attività manifatturiera siamo a livelli record da sette anni, con un indice che ha superato la Francia e si avvicina alla Germania. Effettivamente tutti gli ordinativi stanno andati a ritmi e velocità molto sostenuti». La sollecitazione del premier è a muoversi nel solco già tracciato. «La nostra responsabilità è far sì che questa congiuntura economica non venga dilapidata a livello globale, come nazionale: ci sono molte esercitazioni apparentemente in corso per dilapidare questa congiuntura favorevole a livello nazionale». E dunque bisogna proseguire «le riforme e il lavoro che i governi di questa legislatura hanno impostato: saranno gli elettori a decidere in che forme e modi. Ma non dobbiamo perdere la bussola».

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Incassi rottamazione a quota 6,5 miliardi
Tornando al “bilancio” delle Entrate, la definizione agevolata delle cartelle (cosiddetta “rottamazione”) ha garantito nel 2017 un gettito di 6,5 miliardi di euro, una cifra che ha portato a 12,7 miliardi il dato annuale di agenzia delle Entrate-Riscossione. I contribuenti che hanno presentato domanda di adesione alla rottamazione sono 1,5 milioni, mentre sono 6,3 milioni le cartelle e gli avvisi che sono stati oggetto di pagamento delle rate. Degli oltre 6,5 miliardi di incassi, 4 miliardi sono stati riscossi per conto dell'agenzia delle Entrate, mentre le riscossioni Inps e Inail ammontano a 1,5 miliardi circa. L'importo incassato per conto dei Comuni ammonta a 0,5 miliardi. Per gli altri enti statali (ministeri, prefetture, altre agenzie) il saldo registra 0,1 miliardi, mentre per Regioni, Casse di previdenza e Camere di Commercio si attesta a circa 0,3 miliardi. Per quanto riguarda i piani di pagamento, il 25% dei contribuenti ha privilegiato la rata unica, mentre il 71% sta pagando in 5 rate. Il restante 4% ha scelto una delle altre opzioni (2, 3 o 4 rate). Il 66% delle domande di adesione è stato presentato online (sito internet, email o Pec), il 32% si è rivolto agli sportelli e il 2% ha fatto ricorso raccomandata o posta ordinaria.

Per Padoan maggiore criticità è da evasione Iva
L'area di «maggiore criticità» nella lotta all'evasione è l'Iva, «un processo che richiede tempo ma ci sono di anno in anno passi successivi che stiamo compiendo», dallo split payment alla fatturazione elettronica. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan definisce comunque «incoraggiante» il quadro tracciato da Ernesto Maria Ruffini. «La riscossione è in crescita. Non è un fenomeno una tantum, ma strutturale e ciò permette di guardare con maggiore fiducia al futuro. Qui saranno le risorse per continuare la strategia delle riforme».

Ruffini: fare pace con chi si sente “oppresso”
«Dobbiamo fare pace con gran parte dei cittadini che percepiscono il sistema come troppo oppressivo» è l'auspicio espresso dal direttore generale dell'agenzia delle Entrate evidenziando i traguardi raggiunti grazie alle strategie di compliance. Strada che, ha detto, va ancora perseguita in un dialogo continuo tra amministrazione e contribuenti.

L’anno scorso 2,4 milioni di precompilate, +71%
Nel 2017 sono state inviate on line dai cittadini 2,4 milioni di dichiarazioni 730 precompilate, con un aumento del 71% rispetto al 2015. Sono aumentate anche le visite al cassetto fiscale: 27 milioni di consultazioni, in aumento del 17% sul 2016. Si tratta degli ulteriori numeri forniti dall'agenzia, il cui sito ha fatto registrare lo scorso anno 133 milioni di accessi. Sono stati 8.000 gli utenti assistiti tramite il canale istituzionale. Per quanto riguarda i rimborsi sono stati erogati 16,2 miliardi a famiglie e imprese dai 14,3 miliardi nel 2016. Sono state gestite 30,2 milioni di fatture elettroniche Pa e 111.000 relative a operazioni B2B.

Tra i risultati segnalati anche quelli sul fronte del contenzioso: nel 2017 sono stati 70mila i ricorsi alla Commissione tributaria provinciale, in calo del 15% (-59% rispetto al 2011, anno d'introduzione della mediazione tributaria).
Nell'ambito della patent box sono stati conclusi 435 accordi a oggi (431 nel 2017); l'interpello per nuovi investimenti ha portato alla firma di 35 accordi, di cui 25 nel 2017, per un impegno economico da parte di italiani e stranieri di 10,4 miliardi e una ricaduta occupazione di 75mila posti di lavoro; la cooperative compliance ha visto l'adesione di 10 grandi società con volume d'affari oltre i 10 miliardi. Gli utenti serviti agli sportelli l'anno scorso sono stati 4,9 milioni, 100mila in meno rispetto al 2016, a testimonianza che i servizi digitali stanno dando risultati positivi, secondo le Entrate.

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