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Il bonus 80 euro anche alle partite Iva

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Il bonus 80 euro anche alle partite Iva

Un occhio alle imprese, uno alle famiglie, uno alle partite Iva. Si articola lungo queste tre direttrici il programma fiscale del Pd. Tra gli obiettivi, completare la riduzione della pressione fiscale sulle imprese portando l’aliquota Ires al 22% (dopo averla ridotta dal 27,5 al 24%), “ripescando” anche l’Iri, sempre con aliquota al 22%, che è stata congelata fino al 2019 dall’ultima legge di Bilancio. Altro punto, la promessa di aumentare la deducibilità dell’Imu pagata da imprese, commercianti, artigiani e professionisti, anche se il vero piatto forte sembra essere la volontà di rafforzare il Piano Impresa 4.0, rendendo strutturale il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, con una riduzione graduale dell’iperammortamento nella legislatura, ma con l’obiettivo di introdurre strutturalmente un’accelerazione della deducibilità fiscale degli investimenti produttivi.

Per le famiglie si punta a un nuovo “assegno universale” unico, anche per gli incapienti, che preveda 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni. Per tutti i tipi di lavoro e per tutte le fasce di reddito, da zero fino a 100mila euro all’anno. Costo complessivo stimato è di 23 miliardi di euro di cui 14 arrivano dalla cancellazione delle detrazioni Irpef e degli assegni al nucelo. Tutti da trovare, riducendo l’avanzo primario, i restanti 9 miliardi di euro. Una clausola di salvaguardia, invece, garantirà l’assegno anche a chi dovesse rimetterci con lo scambio assegno-detrazioni. Spazio anche alle partite Iva che dopo anni di attese si vedranno riconoscere (sempre come intenzioni elettorali) il contributo di 80 euro, introdotto per i lavoratori dipendenti: si applicheranno gli stessi criteri reddituali (bonus intero di 960 euro all’anno tra 8.174 e 24.600 euro di reddito, che poi si riduce e si azzera a 26.600 euro). Da segnalare, sempre in ambito fiscale , cheil programma del Pd promette l’introduzione di una “patente fiscale” a punti con una serie di vantaggi, tributari e non, per i contribuenti che pagano correttamente le tasse: ci saranno meccanismi premiali, come l’eliminazione delle sanzioni per il primo errore o la rateizzazione e dilazione di pagamento su semplice richiesta, senza garanzie.

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