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Musei, dal Consiglio Stato freno ai direttori stranieri

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decisione rimessa ad adunanza plenaria

Musei, dal Consiglio Stato freno ai direttori stranieri

Ok del Consiglio di Stato alla procedura scelta dal Mibact per la valutazione dei direttori dei musei, ma viene rimessa in discussione l’apertura a direttori
stranieri. È questo, in sintesi, il contenuto della sentenza pubblicata oggi dalla sezione sesta del Consiglio di Stato in merito a un ricorso presentato nei mesi
scorsi. Una decisione che ha lasciato perplesso il ministro di Beni culturali e
Turismo Dario Franceschini che su twitter ha commenta così: «Davvero difficile fare le riforme in Italia. Dopo 16 decisioni del Tar e 6 del Consiglio di Stato,
quest'ultimo cambia linea e rimette la decisione sui direttori stranieri dei musei all'adunanza plenaria. Cosa penseranno nel mondo?»

Consiglio Stato investe adunanza Plenaria
C'è un «contrasto giurisprudenziale» alla base della decisione della VI sezione del Consiglio di Stato che ha rimesso all'Adunanza plenaria la questione sui
direttori stranieri dei musei. E' quanto si legge nella sentenza pubblicata oggi. L'atto spiega che una precedente sentenza del Consiglio di Stato del 24 luglio 2017 «ha ritenuto che l'attività di direttore del museo statale non potrebbe
intendersi riservata a cittadini italiani e che sarebbero di per sé legittimi gli atti che hanno consentito la partecipazione di cittadini italiani dell'Unione e la loro nomina tra i vincitori». Ma ora il collegio della VI sezione «ritiene che si
possa dare un'interpretazione diversa». E per questo richiama il regolamento emanato con il Dpcm 171 del 1994, «mai successivamente abrogato», che richiede «imprescindibilmente la cittadinanza italiana per il conferimento di incarichi di livello dirigenziale». I giudici sottolineano come questa norma
«sia applicabile nel presente giudizio e non si ponga in contrasto con la normativa Ue».

La decisione assunta oggi riguarda nello specifico due posizioni: quella di Peter Assmann per la nomina al Palazzo Ducale di Mantova e quella di Martina Bagnoli alla Galleria estense di Modena. Le nomine erano state contestate di fronte al Tar Lazio da uno dei partecipanti alla selezione che aveva impugnato tutti gli atti del procedimento. E il Tar, accogliendo in parte il ricorso, li aveva annullati. La decisione poggiava sul fatto che l'assegnazione dei punteggi non sarebbe stata ben motivata, che i colloqui finali si sarebbero svolti a “porte chiuse” e che per quanto riguarda Assmann, non sarebbe potuto entrare in lizza perché non ha la cittadinanza italiana. Il Ministero dei Beni culturali ha fatto appello al Consiglio di Stato. La sentenza depositata oggi da parte della VI sezione, presieduta da Luigi Maruotti, è stata redatta dal consigliere Francesco Gambato Spisani.

Franceschini: non diamo bella immagine nel mondo
«Confido nella decisione finale della magistratura, ma non diamo una bella immagine nel mondo». Così il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, a Bologna per la presentazione del programma del Pd, è tornato a commentare la decisione del Consiglio di Stato che potrebbe mettere in discussione la nomina dei direttori stranieri nei musei italiani. «La selezione internazionale che ha portato alla guida dei più grandi musei italiani direttori italiani e stranieri - ha detto il ministro - ha dato grandi risultati apprezzati in tutto il mondo. Quest'ultima decisione rimette in discussione quello che era stato deciso»

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