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Gentiloni: stop subito alle spirale d’odio. «Lo Stato…

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Gentiloni: stop subito alle spirale d’odio. «Lo Stato sarà severo»

«Confido nel senso di responsabilità delle forze politiche», non c'è «nessuna motivazione ideologica» che tenga, «i delinquenti sono delinquenti e lo Stato sarà particolarmente severo verso chiunque pensi di alimentare una spirale di violenza». Passate poche ore dalla sparatoria di Macerata, al Paese attonito per l’accaduto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni dice che comunque «odio e violenza non riusciranno a dividerci». Per il premier «il popolo italiano saprà stringersi intorno alle istituzioni e ai comuni valori della Repubblica» e «la magistratura assumerà le proprie decisioni ma una cosa è certa: delitti efferati e comportamenti criminali saranno perseguiti e puniti».

Salvini: violenza chiama violenza
«Attacco razzista a Macerata» titola l’Osservatore Romano riferendo della sparatoria che hanno provocato sei feriti, tutte persone immigrate. Si ragiona tra le possibili motivazioni alla base del gesto dei «sentimenti di vendetta e odio verso gli immigrati». Secondo Matteo Salvini, leader della Lega nella cui lista l’uomo fermato aveva corso in una passata elezione locale, «purtroppo violenza chiama violenza: io condanno ogni tipo di aggressione da qualunque parte venga, è evidente però che chi ha permesso un'immigrazione clandestina e fuori controllo che porta violenza in ogni parte d'Italia purtroppo ha commesso qualcosa di incredibile». Per il capo del Carroccio «la condanna e la certezza della pena sono alla base di ogni società civile, detto questo bisogna bloccare ulteriori arrivi». Questo perché «al di là degli omicidi, quanti stupri, scippi, rapine, furti, violenze e aggressioni quotidiane sono fatte da clandestini che non dovrebbero essere in Italia?».

Di Maio ai partiti: silenzio, non strumentalizziamo
«Lancio un appello a tutti i leader dei partiti su quello che è successo a Macerata: stiamo in silenzio e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi». Luigi Di Maio, da Caltanissetta, si spende affinché i toni restino nelle giuste dimensioni sul piano del confronto. «Ho visto già che è partita la querelle tra i partiti politici, con accuse reciproche. Io faccio un appello alla sobrietà e al rispetto sia dei feriti di oggi sia della vittima di qualche giorno fa. Non è possibile che anche su una tragedia del genere si debba iniziare a fare la campagna elettorale».

Renzi: serve calma e responsabilità
Suggerisce a tutti «calma» e «responsabilità» anche il leader dem Matteo Renzi. «L'uomo che ha sparato, colpendo sei coetanei di colore, è una persona squallida e folle. Ma lo Stato è più forte di lui. Quell'uomo si è candidato con la Lega Nord e oggi ha sparato anche alla sede del Pd di Macerata: verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l'odio contro di noi. Ma sarebbe un errore: è tempo di calma e di responsabilità, davvero». Non è solo l’ex premier in questo richiamo. «Dobbiamo evitare che forze politiche continuino a strumentalizzare questi momenti di violenza e di odio e che possano essere oggetto di campagna elettorale», risponde il presidente del Senato e leader di LeU Pietro Grasso ai giornalisti che chiedevano di commentare il sostegno di Forza Nuova all'autore delle sparatorie di Macerata. «È una spirale d'odio di stampa razzista e fascista».

Berlusconi: c'è problema sicurezza città
«Quanto è accaduto a Macerata sembra il gesto di uno squilibrato, che merita la più ferma condanna, ma che non può essere ricondotto a una lucida connotazione politica. Questo drammatico episodio richiama però ancora una
volta l'attenzione sul problema della sicurezza nelle città, anche perché è serio il rischio che gravi episodi di cronaca alimentino tensioni e scontri sociali fino a degenerare in folli esplosioni di violenza come quella di oggi» ha affermato invece il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in una nota

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