Italia

Il rischio delle parole e la forza dei fatti

dopo macerata

Il rischio delle parole e la forza dei fatti

Piano con le parole. È sempre il caso di ricordarlo. Aggiungiamoci: sia prima che dopo. I terribili fatti di Macerata dipendono da parole usate malamente prima e che continuano a trascinare i loro nefasti effetti nel dopo.

Si potrebbe salomonicamente ricordare che in tempi di crisi la ricerca del capro espiatorio è un classico. Abbiamo appena finito di celebrare il giorno della memoria e avremmo dovuto sapere di cosa si tratta. Proprio per questo non va dimenticato che dietro l’invenzione, odiosa, del capro espiatorio c’è però sempre una crisi. È quella che va presa di petto, è con quella che bisogna misurarsi prosciugando l’imbecillità di quelli che pensano, ancora una volta purtroppo, che la si possa risolvere col pogrom.

La politica è chiamata a molta responsabilità, perché si è in presenza di patologie sociali che non sono mai sconfitte una volta per tutte. È troppo facile, anzi è meschino imputare le difficoltà che il nostro paese ha affrontato e per certi versi ancora affronta al fenomeno dell’immigrazione. Certo che quello pone problemi, ma sono moltiplicati da una percezione dell’instabilità e di un difficile futuro che finisce per esasperare tutti, italiani e immigrati. E così gli spiriti deboli, i marginali, i devianti da una parte e dall’altra sono spinti nella spirale della criminalità, magari abbellita da altisonanti pseudo-ragionamenti su sfruttamento, mancanza di considerazione e roba simile.

Allora la politica deve andarci piano con le parole, che diventano facilmente pietre da lanciare qua e là o scintille lasciate libere vicino a depositi di frustrazione sociale. Si prenda invece di petto la questione delle difficoltà in cui versa il nostro paese che è parte del mondo e non può diventare, anche se lo volesse, un’isoletta felice ai suoi margini. Ma lo si faccia col coraggio di presentare alla gente i risultati positivi che si stanno ottenendo nel risalire la china, spiegando che si può certo fare di più e si deve lavorarci, ma con un’ottica positiva e senza vendere inutili favole allucinogene.

I pazzi e i delinquenti vanno isolati e contenuti, a prescindere dal colore della pelle, ma ai nostri concittadini va proposto quel patto di coesione sociale e di impegno per lo sviluppo che, con le giuste misure concrete, solo può farci lasciare alle spalle un periodo per tanti versi amaro.

© Riproduzione riservata