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Residenti e irregolari: ecco la mappa dei migranti in Italia. Un…

IL fenomeno MIGRATORIO

Residenti e irregolari: ecco la mappa dei migranti in Italia. Un detenuto su tre è straniero

Oltre 5 milioni di migranti regolari e circa 500mila irregolari sprovvisti di valido permesso di soggiorno. Sono i numeri che emergono dai più recenti rapporti sull’immigrazione. L’ultimo Dossier del centro studi Idos stima in 5 milioni 359mila a fine 2016 gli immigrati regolari in Italia, l’8,8% della popolazione totale. Cifre simili sono fornite dalla Fondazione Ismu, per la quale al 1° gennaio 2017 la popolazione straniera in Italia ha raggiunto quota 5 milioni 958mila presenze (regolari e non), con un aumento di 87mila unità (+1,5%) rispetto all’anno precedente. Un incremento dovuto soprattutto alla componente irregolare (+56mila). Recentemente il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha parlato di 600mila migranti che «non hanno diritto di restare». Ma l’ultima stima dell’Ismu, relativ al 1° gennaio 2017, perla di 491mila gli stranieri (contro i 435mila alla stessa data dell’anno precedente) non in possesso di un valido titolo di soggiorno. L’incidenza degli irregolari sul totale della popolazione straniera presente è quindi dell’8,2%.

Irregolari in calo rispetto a 10 anni fa
Dieci anni fa, nel 2008, in base ai risultati del primo “censimento” degli extracomunitari sans papier messo a punto sulla base delle 724mila domande di assunzione presentate per il decreto flussi 2007, il Sole 24 Ore aveva stimato in almeno 650mila gli “irregolari” che lavorano nelle città italiane, ma senza permesso di soggiorno. In media, 11 ogni mille abitanti.

Il 57,8% al Nord: Emilia Romagna e Lombardia al top
In base ai dati Istat il 57,8% del totale degli stranieri regolari risiede al Nord, e il 33,8 per cento nel solo Nord-ovest, che si conferma ancora come l’area con il maggior numero di residenti stranieri. Il 24% è nel nord-est, il 25,7% nel Centro, l’11,8% al Sud e il 4,7% nelle Isole. Se si fa riferimento all’incidenza sul totale della popolazione residente, la situazione è pressoché invariata rispetto al 2016: al Nord circa 11 individui su 100 sono cittadini stranieri, quasi il triplo rispetto al Mezzogiorno, in cui la proporzione scende a meno di 4 stranieri ogni 100 individui. Tra le regioni con lapiù alta incidenza di residenti stranieri l’Emilia Romagna (11,9%), la Lombardia (11,4%), il Lazio (11,2%). A seguire Umbria (10.8%) e Toscana (10,7%).

Romeni al top per presenze
Per quanto riguarda le provenienze, anche per il 2016, si conferma il primato dei rumeni, che con quasi un milione e 169mila residenti, rappresentano il 23,2% del totale, cui seguono circa 450mila albanesi (8,9%) e 420mila marocchini (8,3%). La fondazione Ismu inoltre sottolinea una crescita delle acquisizioni di cittadinanza: nel corso del 2016 si contano ben 202mila nuovi italiani (in 4 casi su 10 si tratta di minori).

Sbarchi in calo
Per quanto riguarda gli arrivi, i dati del Viminale segnano una netta contrazione: dai 181.436 sbarchi nel 2016 si è passati ai 119.310 del 2017 (-34,2%). Da sottolineare che il calo dei flussi è stato molto più marcato nel secondo semestre del 2017 (-51% a luglio; -81,6% ad agosto; -63% a settembre; -78% a ottobre; -58,5% a novembre; -73% a dicembre).

Domande di asilo (130mila) in crescita
Quanto alle domande di asilo sono state 130mila nel 2017, in crescita rispetto alle 123.600 del 2016 e alle 84mila del 2015. Da sottolineare che al primo posto tra le domande di asilo presentate ci sono i nigeriani con oltre 25mila istanze. Quanto alle domande esaminate lo scorso anno, sono state 77.562. Quelle respinte sono state circa il 60% (46.176). La protezione internazionale è stata accordata in oltre 12mila casi: a 6578 persone è stato riconosciuto lo status di rifugiato e a 5.680 la protezione sussidiaria. Mentre in circa 19mila casi è stato rilasciato il permesso di soggiorno per protezione umanitaria.

Rimpatri e accordi di riammissione
Sul fronte dei rimpatri dei migranti irregolari, il Viminale ha reso noto che nel 2017 sono stati rimandati nei Paesi d’origine 6.340 stranieri irregolari dall’Italia, erano 5.300 lo scorso anno, con una variazione percentuale positiva del 19,6%. A parte i costi dei voli di rimpatrio, con agenti e misure di sicurezza annesse (si stimano circa 4mila euro a espulso) per realizzare i rimpatri bisogna stipulare prima gli accordi di riammissione con i quali gli Stati di provenienza dei migranti si impegnano a riaccogliere i propri cittadini. L’Italia ne ha stipulati con Egitto, Nigeria, Tunisia e Marocco.

Nelle carceri un detenuto su tre è straniero
Quella straniera del resto è una componente importante del mondo delle 190 carceri italiane. I detenuti presenti a fine 2017, in base ai dati del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) erano 57.608, di cui 19.745 ossia il 34,3% del totale mentre tra i residenti sono circa il 9%. Tra le nazionalità al primo posto marocchini (3.703), seguiti dagli albanesi (2.598) e dai rumeni (2.588). Poi i tunisini (2.112) e i nigeriani (1.125). Per la cronaca è nigeriano lo spacciatore Innocent Oseghale considerato dagli inquirenti l’assassino di Pamela Mastropietro, la 18enne romana allontanatasi da una comunità di recupero di Corridonia nelle Marche, il cui cadavere smembrato è stato trovato in due trolley nelle campagne di Pollenza.

184mila persone nelle strutture di accoglienza
Sul fronte dell’accoglienza, in base ai dati del Viminale, a fine 2017 i migranti presenti nelle varie strutture di accoglienza erano 183.681 (suddivisi centri di accoglienza straordinaria - Cas; sistema di protezione Sprar gestito dagli enti locali e i centri di prima accoglienza). Le Regioni più coinvolte nell’accoglienza sono: Lombardia (26.519 migranti; 14%), Campania (16.677; 9%) e Lazio (16.447; 9%), Sicilia (13.87; 8%).

Coinvolti quattro comuni su dieci
Il sistema di accoglienza comprendeva a fine 2016 il 40,5% dei Comuni italiani (3.231), un terzo dei quali è situato in Lombardia (20,3%) e Piemonte (10,8%). L’incidenza più elevata tra Comuni coinvolti nell’accoglienza e Comuni esistenti nella regione riguarda tuttavia la Toscana (sul totale dei comuni toscani ben l’83% accoglie richiedenti asilo) e l’Emilia Romagna (78,1%) mentre i valori più bassi sono relativi a Sardegna (17,8%), Abruzzo (19,3%) e Valle d’Aosta (20,3%).

Quasi 2,5 milioni di occupati
Sul fronte lavorativo infine, si segnala che gli stranieri occupati nel 2016 raggiungono la cifra di 2 milioni e 401mila, contro i 2.359.065 del 2015 (+42mila unità) e rappresentano il 10,5% dell’occupazione complessiva. Con un tasso di occupazione salito al 58,5%, 2,5 punti percentuali in più rispetto agli italiani. Il lavoro immigrato resta in netta prevalenza di tipo dipendente (86,6% degli occupati rispetto al 74,8% degli italiani) e operaio (76,6% rispetto al 30,7% degli italiani). L’incidenza del lavoro autonomo tra gli stranieri è del 13,4%. E le imprese gestite da stranieri, in crescita, sono oltre 571mila (il 9,4% del totale delle imprese). La disoccupazione è leggermente diminuita sia in valori assoluti che (437mila unità; - 19mila) che in valori percentuali (tasso di disoccupazione al 15,5%).

Decreto flussi in vigore
Da evidenziare, infine che quest’anno si sono riaperte le porte per l’ingresso in Italia di lavoratori extracomunitari. È di 30.850 la quota massima di lavoratori subordinati, stagionali e non stagionali, nonché di lavoratori autonomi che potranno entrare nel nostro Paese. Lo stabilisce il decreto flussi 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio. Va ricordato che il decreto flussi è attualmente l’unico strumento per entrare legalmente in Italia, a parte i ricongiungimenti familiari e le domande di asilo (compresa la strada dei corridoi umanitari). Le istanze possono essere presentate, fino al 31 dicembre 2018, utilizzando la procedura informatica allestita dal Ministero dell’Interno.

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