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Alfano: l’Italia attende il via libera del Niger per la missione

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L’OPERAZIONE NEL PAESE AFRICANO

Alfano: l’Italia attende il via libera del Niger per la missione

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano  (Ansa)
Il ministro degli Esteri Angelino Alfano (Ansa)

L’Italia attende il via libera del Niger per la missione che ha già ottenuto il semaforo verde del Governo prima e del parlamento italiano poi. L’operazione, «come la legge prevede, deve essere autorizzata dal Parlamento, quindi il voto parlamentare era un voto di autorizzazione, poi il dispiegarsi della missione non può che avvenire su richiesta delle autorità nigerine e su base del loro consenso», ha spiegato il ministro degli Esteri Angelino Alfano, che oggi ha partecipato alla conferenza ministeriale alla Farnesina “A Shared Responsibility
for a Common Goal - Solidarity and Security”, con i paesi di transito dei flussi migratori. «Nel momento in cui avremo l’autorizzazione di Niamey, «ci gioveremo di questa autorizzazione per fare ogni azione che sia richiesta dal governo nigerino che rispetti profondamente la sovranità nigerina e che sia da effettuare su base di consenso con il governo nigerino», ha aggiunto il responsabile della Farnesina.

Il ministro: procedura fisiologica nel diritto internazionale
Il ministro ha così risposto a una domanda sulla missione italiana in Niger, autorizzata dal Parlamento italiano a gennaio, volta all’addestramento delle forze di sicurezza locali per il controllo del territorio e delle frontiere. Sempre a gennaio, una radio francese aveva riportato una notizia che non ha poi trovato conferme secondo cui il Niger non sarebbe stato consultato sull’invio dei militari italiani. «Sono ovvietà quelle che ho detto - ha continuato il ministro -. Nell’ambito del diritto internazionale è assolutamente fisiologico che così sia», ha messo in evidenza il ministro.

Il ministro: drastica riduzione dei flussi in uscita dal Niger
Nel corso della seconda conferenza ministeriale con i Paesi di transito dei flussi migratori, ha spiegato infine Alfano, «abbiamo avuto una serie di evidenze che le cose sono andate nella direzione che auspicavamo. Mi riferisco alla drastica riduzione dei flussi in uscita dal Niger, da 330 mila del 2016 certificati a poco più di 60 mila nel 2017. Se guardiamo i flussi verso la Libia, si è passati da 291 mila del 2016 ai 35 mila del 2017. Il calo complessivo dei passaggi nel Mediterraneo è del 34% e questi dati da soli rendono l’idea di quanto è stato fatto in questi mesi».

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