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Financial Times scettico sulla grande coalizione. «Meglio lasciarla…

scenari post voto

Financial Times scettico sulla grande coalizione. «Meglio lasciarla alla Germania»

Per molto tempo la possibilità di una grande coalizione tra Pd e Forza Italia è stata considerata come l’evenienza più probabile del dopo urne, stante il problema (presunto) di tutte le alleanze in campo a far nascere nei numeri una maggioranza. Ma negli ultimi giorni le chance di una GroKo Italian-style si sono ridotte, mentre hanno preso piede altre due scenari. E cioè una vittoria del centrodestra oppure uno stallo che condurrebbe il Paese verso nuove elezioni, in tempi non prevedibili. È il Financial Times a interrogarsi sulle prospettive post-voto in Italia, rilevando con una nota che «molti politici a Roma si sono mossi nel presupposto che un Parlamento senza una chiara maggioranza avrebbe portato inevitabilmente al matrimonio tra avversari che hanno sempre avuto un po' di reciproca simpatia», ovvero Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

L’incognita del governo per Pd e Forza Italia
Tutti e due tuttavia negli ultimi giorni hanno detto con decisione no all'ipotesi di un accordo successivo alle elezioni, mostrandosi piuttosto a favore di nuove consultazioni dei cittadini se a marzo non si produrrà una chiara maggioranza. Forse entrambi, secondo James Politi e Mehreen Khan, stanno realizzando quanto difficile e forse politicamente costoso sarebbe sia per il Pd sia per Forza Italia governare in modo efficace assieme, considerando anche i tanti oppositori alla grande coalizione all'interno degli stessi due partiti. Per Berlusconi è un piano B sempre più distante visto che il centrodestra potrebbe avere la maggioranza assoluta con le sue forze. Nei calcoli di Renzi, se sopravvive a un'elezione che con ogni probabilità sarà scoraggiante per il Pd, una nuova tornata elettorale si offrirebbe come scelta migliore per prevenire un'implosione del partito.

Il rischio di una vittoria successiva dei populisti
Nella lettura che dà Wolfango Piccoli, analista di Teneo Intelligence, «una coalizione innaturale dettata dai leader dei partiti, che con ogni probabilità non darebbe i risultati promessi, porterebbe solo più discredito ai partiti tradizionali, aumentando il rischio di una vittoria dei populisti nelle successive elezioni anticipate». Perciò, meglio lasciare alla Germania le grandi coalizioni.

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