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Gentiloni: importante che il voto porti più stabilità e sostegno…

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IL PREMIER OGGI A BERLINO

Gentiloni: importante che il voto porti più stabilità e sostegno a Ue

Occorre che l’appuntamento elettorale porti più stabilità e sostegno all’Europa. E L’Italia rimarrà affidabile nonostante si vada verso un cambio di governo. Sono alcuni dei punti messi in evidenza dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, intervenuto questa mattina all’università Humboldt di Berlino, dove ha tenuto una Lecture sull’Europa. Facendo riferimento alle elezioni del 4 marzo, il premier ha sottolineato che «è importante che ci sia un risultato improntato alla stabilità e all’Europa in Italia». «Se non diamo risposta al disagio sociale non avremo il proliferare di un autunno caldo, ma reazioni nazionaliste, protezioniste e xenofobe». L’accordo di coalizione in Germania, ha sottolineato Gentiloni, è «importante». Su quest’ultimo punto, per il protrarsi in Germania dei colloqui sulla formazione del governo di coalizione è stato riprogrammato al 15 febbraio il bilaterale tra Gentiloni e la cancelliera tedesca Angela Merkel, inizialmente previsto per oggi pomeriggio a Berlino.

Germania, Francia e Italia rispondano alla domanda di Europa
Secondo Gentiloni, «Germania, Francia e Italia hanno oggi la responsabilità di rispondere a una domanda di Europa che attraversa il mondo contemporaneo. Non è una responsabilità esclusiva ma non ci nascondiamo che quella tedesca, francese e italiana è una responsabilità speciale». Per quanto riguarda in particolare l’Italia, «non bisogna mai confondere», per
quanto riguarda il giudizio sul paese, « la frequenza dei cambi di governo con l’instabilità nelle scelte di fondo del paese. L’Italia - ha ricordato Gentiloni - ha sempre mantenuto una coerenza nelle scelte di fondo», anche «economiche» ed è sempre stato un paese «europeista e democratico» e resta dunque un paese che dimostra una grande «affidabilità di fondo» e con il quale «è fondamentale che i grandi paesi europei collaborino per il futuro dell’unione».

Siamo usciti dall’inverno europeo
In generale, ha continuato il capo del Governo, «è il tempo di una stagione di ambizione europea, l’inverno dello scontento culminato con Brexit è stato davvero pericoloso» ma, ha aggiunto, «siamo usciti da questo inverno europeo».

Non c’è stata deriva populista in Europa
«Abbiamo avuto ottime notizie nel 2017 - ha sottolineato - a partire dalle elezioni in Francia e non solo. Non c’è stata quella deriva negativa che si temeva ma è avvenuto esattamente il contrario, abbiamo avuto una dimostrazione non di laboratorio ma pratica che lasciare la Ue non è per niente un buon affare e quindi che l'ambizione di investimento nell’Ue lo è per i popoli e non solo per i Governi e le classi dirigenti».

Progetti ambiziosi con congiuntura economica favorevole
«Siamo in una congiuntura economica favorevole di cui non dobbiamo sottovalutare la portata, essere in questa situazione consente di coltivare progetti ambiziosi», ha detto il premier. Anche perché, ha concluso, «c’è non solo una situazione di crescita in tutti i Paesi dell’Ue ma anche i livelli di convergenza nel'Eurozona non sono mai stati così elevati, le distanze di crescita oggi sono molto più ridotte che in passato, come ha sottolineato recentemente Mario Draghi. Anche la congiuntura favorevole ci spinge a dire che è il momento di un'ambizione europea».

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