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Dossier | N. 95 articoliElezioni 2018-Ultime notizie, interviste e video

Il finanziamento pubblico ai partiti esiste ancora: 260 milioni nella legislatura

(Ansa)
(Ansa)

I rimborsi elettorali sono stati aboliti ma per Luigi Di Maio non è abbastanza. Il capo politico del Movimento 5 Stelle ha annunciato ieri l’intenzione di abolire il 2xmille alle forze politiche e introdurre «massima trasparenza su fondazioni e partiti». L’idea è quella di «una terza via tra finanziamento pubblico e strapotere delle lobby private: una politica senza soldi, nella quale gli eventi sul territorio e le campagne elettorali vengono finanziate da microdonazioni completamente volontarie dei cittadini».

Nelle parole di Di Maio, però, non ci sono tracce di un importante fonte di finanziamento ai partiti di cui anche il Movimento, del tutto legittimamente, è destinatario. Si tratta dei contributi ai gruppi parlamentari di Camera e Senato: di fatto ultimo e consistente elemento superstite del sostegno pubblico alla politica. Circa 52 milioni l’anno (260 milioni nel corso della legislatura). Da questa fonte il movimento ha potuto incassare 32 milioni di euro. Numeri assai più significativi, per esempio, del 2xmille che nell’edizione del 2016 ha offerto ai partiti 15,3 milioni di euro. Neanche un euro è andato a M5S che inquanto movimento non ne ha diritto.

Nel 2016 (ultimo anno disponibile) la Camera ha trasferito ai gruppi 31,79 milioni di euro, ripartiti in base alla consistenza numerica. Quasi la metà (14,43 milioni) sono andati al Partito democratico con i suoi 218 parlamentari ma il Movimento 5 Stelle ne ha potuti incassare comunque 3,78 in forza dei suoi 88 deputati, la cifra più alta dopo quella dei democratici. Forza Italia, invece, si è vista attribuirsi 2,56 milioni di euro, cifra in calo rispetto ai 3,29 milioni del 2015 qundo i deputati azzurri erano più numerosi.

“Il M5S ha indicato una terza via tra finanziamento pubblico e strapotere delle lobby: una politica senza soldi ”

Luigi Di Maio 

Al Senato il contributo complessivo ai gruppi è, invece, di circa 21 milioni di euro l’anno. La spartizione rispecchia anche qui la grandezza dei gruppi con il Pd in testa (6,446 milioni di euro), seguito in questo caso da Forza Italia (2,5 milioni) e con Il Movimento 5 Stelle al quarto posto con 2,396 milioni dietro il gruppo misto che incassa 2,32 milioni.

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