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Istat: verso una crescita economica meno sostenuta

la nota mensile

Istat: verso una crescita economica meno sostenuta

«La lieve riduzione dell’indicatore anticipatore, che si mantiene comunque su livelli elevati, delinea uno scenario di minore intensità della crescita economica». Così l'Istat nella prima nota mensile del 2018, dando conto dell'indice 'spia' sull’andamento dei prossimi mesi. L’Istat a novembre aveva rivisto al rialzo le previsioni di crescita del Pil per il 2017 (+1,5% rispetto al +1% stimato lo scorso maggio). Un miglioramento atteso su ritmi leggermente più bassi nel 2018 (+1,4%). La nota di aggiornamento del Def del governo prevede invece una crescita del Pil stabile al +1,5 non solo nel 2017 ma anche nel 2018. Stessa previsione dal Centro studi di Confindustria, che ha rivisto al rialzo nelle ultime stime fissando la crescerà del Pil all’1,5% nel 2018, anziché dell'1,3% come precedentemente atteso. La Commissione europea prevede una crescita economica in Italia dell’1,3% nel 2018.

Verso una crescita economica meno intensa
In effetti basta guardare il grafico dell'Istat sull’indice anticipatore per scorgere una piccola gobba. L’istituto non dà numeri nella nota mensile ma è chiaro che ora la linea della crescita si appiattisce e tende leggermente verso il basso. Dal grafico, però, risulta anche evidente come l'indice della ripresa non sia mai stato così alto (la ricostruzione si interrompe al 2013).

Bene l’export, rallenta il manifatturiero

L'ANDAMENTO DELL'INDICATORE ANTICIPATORE
(Fonte: Istat)

L’Istat sottolinea nella nota odierna come «in un quadro di forte espansione del commercio mondiale, prosegue l’andamento positivo delle esportazioni Italiane». Ma rimarca anche come «la produzione del settore manifatturiero registra invece qualche segnale di rallentamento». Secondo l'Istat, inoltre, «in presenza di un aumento del potere di acquisto delle famiglie, aumenta la propensione al risparmio. L'inflazione si conferma moderata e in ripiegamento».

Fiducia di consumatori e imprese in calo
La fiducia dei consumatori e delle imprese segna una battuta di arresto. A gennaio il clima di fiducia dei consumatori è diminuito dopo il forte aumento registrato il mese precedente (i giudizi dei consumatori sulla situazione economica del Paese sono in miglioramento mentre le aspettative registrano un calo). L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha segnato un calo ancora più marcato, determinato in larga misura dalla flessione nei servizi mentre il clima di fiducia delle imprese manifatturiere si mantiene sui livelli dei mesi precedenti . In particolare migliorano i giudizi sulle attese di produzione ma peggiorano i giudizi sugli ordini e aumentano quelli sulle scorte di prodotti finiti

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