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La carica dei 18mila minori stranieri non accompagnati

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La carica dei 18mila minori stranieri non accompagnati

Arrivano soli, senza nessun adulto di riferimento. Dopo aver visto - e a volte anche subito - ogni genere di orrori. Superstiti di traversate pericolose. Sono maschi, hanno in media poco più di 16 anni - 16,4 per la precisione - , provengono in gran parte da Gambia, Egitto, Guinea, Albania ed Eritrea. Sono i minori stranieri non accompagnati giunti in Italia lo scorso anno, 18.303 in tutto, censiti dal ministero del Lavoro per il 2017. Dai dati emerge che il 93,2%, pari a 17.056 sono maschi e solo il 6,8% femmine. Per lo più si tratta di 17enni (11.035) e 16enni (4.279). Solo 116 sono sotto i 6 anni. Molti riescono a integrarsi e trovano davvero accoglienza nel nostro Paese, altri invece finiscono nelle grinfie della criminalità.

Accolti soprattutto in Sicilia
Vengono accolti soprattutto in Sicilia (il 43,6%). Questo perché non vige l’obbligo di redistribuzione come per gli adulti. Seguono la Calabria (7,9%) e la Lombardia (6,6%). Fanalino di coda è la Valle d’Aosta che lo scorso anno ha accolto solo 4 ragazzi. «Sarebbe necessario un meccanismo obbligatorio di redistribuzione» , spiegano al ministero del Lavoro. Fra le altre trovare lavoro - fondamentale per l’integrazione - al Sud è molto più complesso.

Milano (Save the children): redistribuzione necessaria per l’integrazione
«La Sicilia ha dimostrato una grande capacità di accoglienza - sottolinea al Sole24ore.com Raffaella Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children - grazie anche al grande lavoro dei tribunali e delle prefetture. La redistribuzione è necessaria anche sul fronte dell’integrazione, nello spirito della legge Zampa. L’Italia ha l’obbligo di prendersi cura dei minorenni fino ai 18 anni e l’accoglienza non deve essere un parcheggio, ma un accompagnamento all’età adulta». Save the children ha inaugurato nei giorni scorsi vicino alla stazione centrale di Catania il quarto centro diurno in Italia, CivicoZero, aperto dopo quelli di Roma, Milano e Torino. «Oggi, dopo la legge Zampa - spiega Raffaella Milano -, la strada privilegiata dovrebbe essere l’affido familiare e non la permanenza nelle strutture Spar.

Oltre 5.800 si sono resi irreperibili
In tanti spariscono, Le fredde statistiche del ministero rivelano che 5.828 si sono volatilizzati. Sono irreperibili. Che strade abbiano preso non è difficile immaginarlo. In pochi tentano di raggiungere parenti e amici in altre nazioni europee. La maggior parte restano impigliati nelle reti della criminalità e nei giri di prostituzione. Le ragazze giunte in Italia, 1.247 lo scorso anno, sono arrivate per lo più dalla Nigeria (40,2%) e dall’Eritrea (18,7%). Illuse dalla prospettiva di trovare un lavoro finiscono spesso per essere preda dello sfruttamento sessuale, gettate sui marciapiedi di città grandi e piccole.

Per ora ricollocati 143 minori non accompagnati
Secondo gli ultimi dati del Viminale al 5 febbraio sono stati ricollocati 143 minori non accompagnati, 62 sono in corso di trasferimento e per 132 l’istruttoria è completata in attesa della risposta dello Stato membro.

I minori non accompagnati irreperibili
Ecco la provenienza dei minori che lo scorso anno si sono resi irreperibili

MINORI NON ACCOMPAGNATI GIUNTI NEL 2017 IN ITALIA
I numeri dei ragazzi che sono giunti lo scorso anno in Italia. (Fonte: Ministero del Lavoro – Report sui minori non accompagnati 31 dicembre 2017

Riattivare la relocation europea
«I ragazzi e le ragazze cercano spesso di raggiungere familiari e conoscenti all’estero - spiega Raffaella Milano - ma dal 26 settembre 2017 è chiusa la possibilità di relocation europea, che consentiva ai ragazzi di fare il viaggio in situazione protetta. Purtroppo gran parte dei minori cercano di proseguire il viaggio mettendosi nelle mani di trafficanti e quindi esponendosi al rischio di sfruttamento sessuale e lavorativo. E mettendo a rischio anche la propria incolumità». Per Raffaella Milano è quindi necessario riattivare le procedure di relocation europea estendendola ai minori soli e avviare un sistema europeo di protezione dei minori stranieri non accompagnati. «Senza dimenticare che prima che migranti - sottolinea Raffaella Milano - sono minorenni».

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