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Mattarella, ok digitalizzazione ma occorrono tutela lavoro e valori Ue

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IL CAPO DELLO STATO IN PORTOGALLO

Mattarella, ok digitalizzazione ma occorrono tutela lavoro e valori Ue

Il presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa accoglie il capo dello Stato italiano Sergio Mattarella (foto Epa)
Il presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa accoglie il capo dello Stato italiano Sergio Mattarella (foto Epa)

«Digitalizzazione e automazione stanno cambiando profondamente non soltanto modi e tempi del lavoro, ma anche, per qualche aspetto, la sua stessa etica. Occorre, pertanto, elaborare linee guida che, nel promuovere questi processi senza imbrigliarne il potenziale positivo, garantiscano, in modo rigoroso, la applicazione a questa nuova fase di una piena tutela dei lavoratori, in aderenza ai nostri valori». Lo ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella parlando da Mafra, in Portogallo. Qui il capo dello Stato ha partecipato al Cotec, un foro di dialogo informale che riunisce Italia, Spagna e Portogallo.

Il tema del lavoro digitale è delicatissimo
Mattarella ha ricordato che «il tema del lavoro nell’era digitale è fra i più delicati che i nostri Paesi singolarmente, e l’Unione nel suo insieme, si trovino ad affrontare. La ricerca e l’innovazione - ha aggiunto - sono sempre state le chiavi principali di quello che comunemente definiamo progresso, degli straordinari avanzamenti che hanno permesso alle nostre società di raggiungere livelli di vita mai toccati nella storia e all’Europa di continuare a rappresentare uno dei centri della crescita del benessere del nostro pianeta».

In Ue standard sociali lavoro irrinunciabili
La conseguenza di questa situazione è che «occorre elaborare politiche che consentano di cogliere i frutti del progresso tecnologico senza che ne facciano le spese i valori fondanti e l’identità delle nostre comunità. Questi compiti, che in passato ricadevano nel perimetro esclusivo degli Stati, possono, e dovrebbero, essere ora affrontati, in una dialettica positiva e collaborativa, dall’Unione e dai suoi Paesi membri, dalle autorità statali e dagli operatori economici, in un’ottica di equilibrio fra sviluppo e rispetto di quegli standard sociali che rappresentano conquiste irrinunciabili della nostra Europa». «Il “pilastro” dei diritti sociali approvato al recente vertice dell'Unione Europea a Gotebòrg mostra - ha aggiunto - la volontà di andare nella direzione di una Europa consapevolmente sociale. Pari opportunità al mercato del lavoro; condizioni di lavoro eque; protezione sociale e inclusione».

In Ue match vitali, ora visione condivisa
«Non sempre - ha ricordato ancora il presidente della Repubblica - siamo stati capaci di far emergere fra noi tutto il potenziale della nostra esperienza. Logiche separate hanno, a volte, finito per prevalere. In Europa - in questi anni - si giocheranno partite importanti, che determineranno gli assetti futuri dell’Unione. Il mio auspicio è che i nostri Paesi possano farsi promotori di una visione condivisa, a beneficio delle nostre società e di tutta la comune casa europea».

Paesi Med si facciano sentire a Bruxelles
Mattarella ha parlato anche del ruolo che i paesi del Mediterraneo possono avere in Europa. «La dimensione mediterranea - ha detto - è, più che mai, luogo della sfida globale di oggi. Occorre compiere ogni sforzo per far sentire, nell’interesse dell’Unione, la nostra “voce” a Bruxelles, per valorizzare quella sensibilità mediterranea che ci accomuna».

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