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La catanese Dusty: «Certificare i crediti delle imprese»

LA COMPENSAZIONE CON IL FISCO

La catanese Dusty: «Certificare i crediti delle imprese»

Ha vinto la battaglia per avere riconosciuto il diritto alla compensazione dei crediti nei confronti degli Ato rifiuti siciliani ma è stata una vittoria effimera perché la sentenza del Tar Catania è rimasta sulla carta. E la guerra continua: Rossella Pezzino, imprenditrice catanese, a capo della Dusty (una quarantina di milioni di euro di fatturato in media negli ultimi anni e circa 900 dipendenti) non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Una vicenda che coinvolge almeno 2mila soggetti tra imprese e professionisti
Una guerra combattuta, in fondo, anche a tutela degli interessi di almeno duemila soggetti tra imprese, professionisti, consulenti che vantano crediti nei confronti degli Ato (gli ambiti territoriali ottimali) rifiuti siciliani: 27 Ato in liquidazione da anni che hanno debiti complessivi, secondo i dati della Corte dei conti, per 1,4 miliardi.  In fondo la via d’uscita c’è ed è persino semplice: riuscire a compensare i crediti vantati nei confronti degli Ato con i debiti che imprese e professionisti hanno nei confronti del fisco.

La piccola battaglia vinta con Riscossione Sicilia
Su questo fronte la Dusty ha vinto già un’altra piccola battaglia nei confronti di Riscossione Sicilia che le ha consentito di compensare i crediti certificati e di partecipare alla prima rottamazione delle cartelle: «La commissione tributaria di Catania Sezione 15^ - dice Rossella Pezzino - ci ha dato ragione: avevamo presentato ricorso contro il diniego di Riscossione Sicilia sulla possibilità di rottamare le cartelle esattoriali utilizzando i crediti certificati in piattaforma Mef (Ministero Economia e Finanze) in compensazione».

La prossima partita
La Dusty , che vanta crediti per 17 milioni circa nei confronti dell’Ato Messina3, ha al suo attivo un’esperienza andata a buon fine con un altro Ato, quello di Catania, e ora si batte affinché anche i crediti vantati nei confronti degli Ato rifiuti (sin qui ancora non certificati) siano utilizzabili per la compensazione soprattutto in vista della seconda rottamazione che va fatta entro maggio: «Ma fin qui non siamo ancora riusciti a ottenere quello che è necessario fare - spiega Rossella Pezzino - ovvero prima la certificazione dei crediti e poi l’inserimento nella piattaforma del Mef. E ciò nonostante una sentenza del Tar e una complicata storia di pareri discordanti da parte della ragioneria dello Stato che prima ha riconosciuto la possibilità di certificare i crediti e poi l’ha negata».

Le vie d’uscita per chiudere l’esperienza degli Ato rifiuti in Sicilia
Quello che chiede Rossella Pezzino, in fondo, è di chiudere questa devastante esperienza degli Ato rifiuti in Sicilia che tanto danno ha fatto e «tanto ne continua a fare», dice. Ci sono vie d’uscita? «Almeno due e mi sembra abbastanza semplici se c’è la volontà politica - afferma l’imprenditrice -. Intanto va detto che il nuovo Piano regionale rifiuti della Regione siciliana dovrebbe prevedere un Fondo regionale a risarcimento dei debiti creati dagli Ato prima che continuino a fallire aziende e famiglie».

Tempi stretti
Ma per il nuovo piano rifiuti serve tempo e intanto gli imprenditori hanno fretta perché maggio si avvicina e la certificazione con il successivo inserimento nella piattaforma del Mef diventano urgenti: «Lo Stato è il vero responsabile di questa situazione e deve trovare soluzioni idonee ad evitare ulteriori fallimenti di aziende e la rovina di intere famiglie - dice l’amministratore unico della Dusty -. Va garantita la par conditio creditorum, riconoscendo gli Ato come enti pubblici equiparati a pubbliche amministrazioni. Conseguentemente ne dovrebbe derivare un'equa certificazione dei crediti e una compensazione con i debiti contratti con l’Agenzia delle Entrate. I crediti vantati dalle imprese con lo Stato e con la Pubblica amministrazione possono essere utilizzati in compensazione dei debiti notificati mediante cartella esattoriale oggetto di rottamazione. Molti creditori, ad oggi, sono a rischio fallimento».

Commissari ad acta per certificare i crediti
Per quanto riguarda la Regione Sicilia «dovrebbe nominare specifici commissari ad acta per certificare i crediti delle imprese, dei fornitori e dei consulenti che fino adesso sono state rigettate - dice ancora Rossella Pezzino -. Dovrebbe inoltre, in ottemperanza all’art. 11 comma 64 della legge regionale n 26/2012, attivare con urgenza la liquidazione unica degli Ato anziché continuare a far accrescere ulteriormente la loro esposizione debitoria e mantenerli in una sorta di limbo. Infine la Regione dovrebbe imporre ai Comuni il principio di sussidiarietà previsto dalla medesima normativa regionale e costringerli ad onorare i debiti contratti dagli Ato per loro conto e per servizi e forniture di cui hanno finora beneficiato a titolo gratuito».

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