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Giustizia, Orlando: con processo telematico risparmiati 178 milioni

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consiglio nazionale forense

Giustizia, Orlando: con processo telematico risparmiati 178 milioni

Il ministro Orlando all'inaugurazione dell'anno giudiziario del Consiglio nazionale forense a Roma (Ansa)
Il ministro Orlando all'inaugurazione dell'anno giudiziario del Consiglio nazionale forense a Roma (Ansa)

«Le comunicazioni telematiche di cancelleria, estese ormai anche ai procedimenti pendenti avanti alla Corte di Cassazione, hanno raggiunto e superato i 50 milioni, consentendo, negli ultimi tre anni, un risparmio per la collettività stimato in 178 milioni di euro». È il dato riferito dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nella sua relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario del Consiglio nazionale forense alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

All'inaugurazione è intervenuto anche il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, che ha ammonito: «Denunciare gravissimi comportamenti illeciti» di magistrati e avvocati.

«Rivoluzione digitale per la giustizia»
«La giustizia italiana sta vivendo una "rivoluzione digitale"» ha affermato il Guardasigilli, ricordando che «dal primo luglio 2014 al 30 giugno 2017 sono stati depositati, da parte di avvocati e altri professionisti abilitati, quasi 20 milioni di atti telematici, in costante crescita di anno in anno». «Nello stesso periodo - ha continuato - si è manifestata la convinta adesione della Magistratura all'uso attivo della piattaforma, come testimoniato dagli oltre 11 milioni di provvedimenti 'nativi digitali' depositati dai giudici civili». «Questi risultati e quelli che verranno - ha continuato Orlando - sono resi possibili da una massiccia politica di investimenti sulle infrastrutture e sul personale» e «diversi interventi normativi e organizzativi sono intervenuti per semplificare, migliorare e velocizzare le procedure esecutive e concorsuali».

«Avvocatura dimenticata, ho voluto dialogo»
«L'avvocatura è stata troppo spesso dimenticata nell'ascolto necessario che deve esserci, a mio avviso, da parte del ministero della Giustizia» ha detto il ministro Orlando nel suo intervento, durante il quale ha più volte insistito sulla sua scelta di costruire un «rapporto positivo» con l'avvocatura. «L'ho fatto - ha aggiunto - perché sono convinto che la crisi della professione può essere un tutt'uno con la crisi della democrazia. E queste perché gran parte della classe dirigente del Paese proviene dall'avvocatura». Tra i crucci del ministro c'è quello di non aver fatto una riforma : «Il rafforzamento dell'avvocatura nella governance territoriale della giurisdizione», cioè nei Consigli giudiziari.

Gli interventi per la professione
Ricordando poi gli interventi compiuti a supporto della professione forense, Orlando ha citato tra gli altri la recente introduzione dell'equo compenso per le prestazioni professionali degli avvocati. Un'iniziativa che «testimonia l'attenzione alle esigenze di una categoria professionale che, soprattutto nelle giovani generazioni, è stata particolarmente colpita dalla crisi economica degli ultimi dieci anni, accentuando le asimmetrie e le prevaricazioni dei cosiddetti 'clienti forti'».

Orlando annuncia bando per 250 assistenti sociali
In un video pubblicato sul suo profilo Facebook Orlando ha poi annunciato la
pubblicazione del bando per l'assunzione di 250 assistenti sociali, «figure fondamentali per il funzionamento dell'esecuzione penale esterna». «Che cos'è l'esecuzione penale esterna? È quell'insieme di pene, alternative al carcere - ha spiegato il ministro - che può consentire di far sì che chi ha sbagliato restituisca alla società, nel suo insieme, qualcosa».

Legnini (Csm): «Denunciare illeciti toghe»
Contro i «diffusi, preoccupanti fenomeni di degrado morale che vedono coinvolti anche magistrati e avvocati», ha detto il vicepresidente Csm, «non basta la pur necessaria condanna» e «il rigoroso esercizio delle azioni». «Occorre che si assuma il coraggio della denuncia laddove si manifestano evidenti comportamenti opachi e sospette reti di relazioni capaci di compromettere trasparenti rapporti professionali e di collaborazione». Legnini ha fatto esplicito riferimento ai «gravissimi comportamenti illeciti» di magistrati e avvocati, portati alla luce dalla «cronaca di questi giorni» .Per contrastare questi fenomeni di degrado, che rischiano di compromettere «la fiducia nelle istituzioni democratiche», avvocatura e magistratura devono fare fronte comune.

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