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Lazio, le richieste delle imprese ai candidati: infrastrutture e…

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verso le regionali

Lazio, le richieste delle imprese ai candidati: infrastrutture e semplificazioni

Il vicepresidente di Confindustria Maurizio Stirpe con il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello (destra)
Il vicepresidente di Confindustria Maurizio Stirpe con il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello (destra)

Ammodernamento delle infrastrutture, semplificazioni (soprattutto meno burocrazia nei bandi) e riduzione delle tasse regionali. La conferenza stampa organizzata da Unindustria per la presentazione del Libro Bianco sull’area industriale di Anagni è stata anche l’occasione, da parte delle imprese, per indicare le priorità ai candidati governatori. Priorità che i vertici di Unindustria presenteranno ai candidati in una serie di incontri a porte chiuse, che si terranno tra il 27 e 28 febbraio.

Stirpe: ridurre l’Irpef e l’Irap
Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria (ed ex presidente di Confindustria Lazio), dopo aver ricordato le criticità della regione, ha chiesto ai candidati governatori e ai candidati parlamentari nel Lazio di «indicare i loro obiettivi una volta eletti: non vedo molte idee e proposte. Tra le priorità, c’è sicuramente la riduzione dell’Irap e dell’Irpef. Se l’emergenza sanitaria è stata risolta, è giusto ridare un po’ di risorse alle imprese e ai cittadini. Poi va risolto il problema delle infrastrutture, dal quadrante sud-ovest della provincia di Roma, passando per la Cisterna-Valmontone, la Roma-Latina, la Orte-Civitavecchia, la Frosinone-Latina e la Gaeta-Cassino. Va poi completata la digitalizzazione dell’apparato produttivo».

Tortoriello: nodo infrastrutture, non rinunciare alla Roma-Latina
Filippo Tortorielllo, presidente di Unindustria (l’associazione delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo), ha ricordato come infrastrutture, semplificazioni e rapidità nella esecuzione dei bandi siano le priorità: «Molte imprese vorrebbero investire nelle aree industriali del Lazio, ma poi vengono bloccate dalla mancanza di collegamenti. Dopo anni di attesa, ci sorprende che ora ci siano forze politiche che si oppongono all’autostrada Roma-Latina. Servono percorsi chiari, certi e trasparenti».

Il «caso Anagni» e il rilancio dei poli industriali
La presentazione del Libro Bianco sull’area industriale di Anagni, illustrato dalla presidente della Piccola Industria Unindustria di Frosinone Miriam Diurni, è stata l’occasione per fare il punto sul rilancio di tutto il sistema produttivo. Anagni ha subito il processo di deindustrializzazione, con l’addio di colossi come la Videocon del 2012 (con la perdita di 1.300 addetti) e la chiusura della Marangoni (400 occupati). Tuttavia, la provincia di Frosinone nei primi 9 mesi del 2017 ha registrato un boom dell’export (+58,1%). «I nostri sacrifici non vanno dispersi, alcune aziende non hanno neanche la fibra ottica. Dobbiamo puntare a diventare delle multinazionali tascabili, ma serve anche la definizione di una nuova identità del territorio», ha detto il presidente Piccola Industria di Unindustria Gerardo Iamunno.

IL TREND DELL'EXPORT NEL LAZIO
III trimestre 2017 - Valori in Euro

Il nodo dell’inquinamento nella valle del Sacco
Per il presidente di Unindustria Frosinone Giovanni Turriziani «nel territorio di Anagni va aggiunta la questione ambientale che è veramente il freno principale allo sviluppo ed alla competitività. Per poter conciliare l’inderogabile esigenza di tutelare veramente l’ambiente con lo sviluppo economico del territorio occorre una rivisitazione delle procedure di autorizzazione. A tal riguardo riteniamo indispensabile dare certezza alle imprese con iter più veloci nel rilascio delle autorizzazioni, come nel caso Sin (Sito di interesse nazionale) della Valle del Sacco».

La risposta della Regione: presto due delibere per la semplificazione
Guido Fabiani, assessore alla Sviluppo economico della Regione, ha risposto alle imprese annunciando l’arrivo di due delibere di giunta: la prima per unificare le procedure di validazione di impatto ambientale, la seconda che riforma il piano di ispezione ambientale e rende più semplici e uniformi i controlli. «Già sono stati stanziati – ha aggiunto – 2,8 milioni per le infrastrutture delle aree industriali».

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