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Macerata blindata, rischio centri sociali

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Macerata blindata, rischio centri sociali

  • –Marco Ludovico

ROMA

In una Macerata blindata oggi sfila la manifestazione antifascista. La tensione è alta. Il sì del prefetto, Roberta Preziotti, è arrivato dopo una lunga trattativa con gli organizzatori. «Sarà pacifica» promettono. Ieri prefettura e questura sono state in continuo contatto con il ministero dell’Interno guidato da Marco Minniti. Oggi scuole chiuse e mezzi pubblici fermi dopo le 13:30 come ha disposto il sindaco, Romano Garancini. La sfilata è tra le 14:00 e le 20:00 ma gli arrivi dei partecipanti sono previsti fin dalla mattinata.

I rischi per l’ordine pubbliconella città marchigiana si concentrano sull’afflusso di esponenti dei centri sociali da diverse zone d’Italia: Napoli, Bologna, Roma e diverse altre città. L’attività delle Digos e della direzione centrale della Polizia di prevenzione non ha avuto sosta: il movimento antagonista ha annunciato adesioni per circa un migliaio di persone. I posti di controllo ai punti arrivo dei pullmann, agli ingressi principali della città e alla stazione ferroviaria sono già stati disposti.

Il fuoco della prospettiva da tenere sotto controllo va però allargato a tutta l’Italia: non solo Macerata, per quanto oggi città simbolo. In molti capoluoghi, grandi e piccole città, ci sono le manifestazioni per la Giornata del ricordo in memoria delle foibe. Con promotori come Casapound e Forza Nuova: un altro allerta scattato da giorni per le forze dell’ordine. Anche perchè non mancheranno le contro-manifestazioni, alimentate a loro volta non solo da movimenti politici ma anche da frange antagoniste. Torino e Roma possono essere le città più a rischio. «Denunceremo qualsiasi atto o comportamento che sia posto in violazione della legge contro il fascismo e il razzismo» avverte il prefetto di Torino, Renato Saccone.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è stato durissimo. Aprendo ieri la campagna elettolare ad Ascoli Piceno ha chiarito: «Non consentiremo e nessuno di minimizzare comportamenti criminali: sono ingiustificabili nell’Italia del 2018. Lo Stato - ricorda Gentiloni - giudicherà con fermezza i colpevoli» riferendosi al raid razzista a Macerata. Nella città marchigiana sfilerà l’Anpi (associazione nazionale partigiani d’Italia) di Roma ma non quella nazionale, che ha preferito rinunciare. «L’Anpi ha proposto per il 24 febbraio a Roma una grande manifestazione nazionale #MaiPiuFascismi. Il Pd ci sarà» annuncia su Twitter il vice segretario Maurizio Martina. «Io raccolgo democraticamente la sfida, invitando gli italiani che vogliono più sicurezza: non a Roma, ma a Milano, sempre il 24 febbraio, in piazza Duomo, nel nome della pace e della non violenza» annuncia il leader della Lega Matteo Salvini.

Ieri a Montecitorio c’è stato il debutto tra le polemiche del candidato premier di Casapound, Simone Di Stefano: «Se uscisse fuori un governo di centrodestra con Matteo Salvini premier e magari un Bagnai o Borghi ministro dell’Economia, potremmo dare il nostro appoggio esterno».

A Macerata ci saranno anche esponenti di +Europa: Riccardo Magi, segretario dei radicali italiani e capolista nel Lazio, ha chiesto al Viminale di riconoscere alle vittime della tentata strage una forma di protezione. «A partire dal governo serve una risposta forte contro gli imprenditori della paura e dell’odio sociale che continunao a soffiare sul fuoco per qualche voto in più» sottolinea Magi.

«Non mi preoccupa che un singolo squilibrato abbia pensato di farsi giustizia da sé prendendo le armi, ma che c’è chi inneggia allo sparatore» rimarca Silvio Berlusconi, intervenendo a Mattino 5. Polemico Piero Grasso, leader di Liberi e uguali, contro il numero uno del Pd Matteo Renzi che sul raid di Macerata aveva parlato di atto di razzismo: «Sparare contro le persone è terrorismo puro. Tra colpire persone con un ordigno o sparare mi faccia capire Renzi la differenza».

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