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Sferzata alle Bcc sul riassetto

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Sferzata alle Bcc sul riassetto

VERONA

È una vera e propria sferzata, quella che il numero uno di Banca d’Italia invia al sistema cooperativo italiano. Di fronte alla platea dei banchieri riuniti a Verona, in occasione dell’Assiom Forex, Ignazio Visco striglia con decisione un comparto che si sta preparando - forse con troppa timidezza - alle sfide della Vigilanza unica europea: le esigenze di ridurre i costi, recuperare redditività e varare le attese aggregazioni «sono particolarmente pressanti nel credito cooperativo» dove «va attuata, nella sua interezza, la riforma varata nel 2016», è il messaggio di Visco.

Il riferimento è alla creazione delle tre capogruppo previste (il polo romano di Iccrea, la trentina Cassa Centrale e l’altoatesina Reiffeisen) in cui devono confluire le circa 280 Bcc oggi esistenti. Se la richiesta presentata nelle scorse settimane da Raiffeisen per la costituzione di un gruppo bancario provinciale è già stata avanzata, con Iccrea e Cassa Centrale Banca il processo in vista della presentazione delle istanze di costituzione dei due gruppi significativi (che saranno sottoposti alla vigilanza in ambito europeo) pare più indietro. Tra resistenze territoriali e scarsa attitudine al cambiamento, le Bcc sembrano muoversi al rallentatore. Non a caso a gennaio Via Nazionale aveva inviato una lettera a tutte le Bcc italiane per chiedere la massima collaborazione nel fornire le informazioni necessarie in vista della costituzione delle capogruppo. Palazzo Koch, in quell’occasione, aveva imposto inoltre alle Bcc di adeguarsi al «più presto» alle linee che ciascuna futura capogruppo nelle diverse materie, dalla razionalizzazione della rete distributiva al contenimento dei costi, dai processi creditizi ai sistemi di controllo interno. In questo quadro, la presentazione delle istanze alla Banca centrale europea è slittata in avanti rispetto alla scadenza di febbraio, come previsto inizialmente (come anticipato da Il Sole 24Ore il 27 gennaio 2018).

Del resto, tema d’attenzione per la Vigilanza, in particolare, è quello relativo alla copertura dei crediti deteriorati, fronte su cui le banche di credito cooperativo hanno parecchia strada da fare. Troppe sarebbero le Bcc con una percentuale di crediti non performing sul totale che va oltre la media. Del resto, ricorda il numero uno di Banca d’Italia a chiare lettere, le misure adottate per fronteggiare il grave deterioramento della qualità dei prestiti sono state «meno incisive di quelle varate dalle altre banche». Ecco perché oggi le Bcc «si trovano oggi a fronteggiare un’incidenza dei prestiti deteriorati maggiore di oltre due punti percentuali rispetto alla media, con tassi di copertura significativamente minori».

Da qua la massima attenzione che Banca d’Italia, insieme al supporto vigile della Bce, dedica al dossier. Nel corso della sua relazione, Visco sottolinea che i coefficienti patrimoniali di partenza delle capogruppo sono più elevati di quelli medi di sistema. E questa è la notizia positiva, visto che il cuscinetto è sinonimo di sicurezza in vista dell’atteso aumento delle rettifiche. Ma è anche vero che il divario «è andato riducendosi per la compressione della redditività e l’impossibilità di raccogliere capitale di rischio sul mercato». Nei prossimi mesi, prima della presentazione dell’istanze di costituzione in Bce, Iccrea e Ccb dovranno affrontare un esercizio di valutazione approfondita dei bilanci, il cosiddetto Asset quality review. Realistico che in quell’occasione, si renda necessario migliorare gli standard qualitativi sulle coperture. Da qua l’invito di Visco. «È necessario che le capogruppo predispongano adeguati piani di rafforzamento del capitale, da attivare in caso di necessità».

In serata la reazione di Federcasse, a sottolineare «il valore del riconoscimento degli obiettivi della stessa riforma» da parte del Governatore. «La salvaguardia della mutualità bancaria è il punto centrale di una riforma che ha in sé caratteristiche di assoluta originalità e di particolare complessità».

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