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Dalle corruzioni agli eventi giuridici: la doppia veste…

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L’inchiesta sul consiglio di stato

Dalle corruzioni agli eventi giuridici: la doppia veste dell’associazione culturale Cosmec

Un contenitore con una doppia veste: da una parte strumento per corruzioni e false fatturazioni, dall’altra un’associazione culturale che organizzava eventi giuridici cui partecipavano, in veste di comitato scientifico, importanti magistrati della Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato e delle Commissioni tributarie. Questo sarebbero state - secondo la Procura della Repubblica di Roma - la Cosmec srl e l’associazione culturale Cosmec, entrambe riconducibili a Fabrizio Centofanti, imprenditore legato a Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

Le sentenze del giudice Riccardo Virgilio
Gli atti sono quelli allegati all’ordinanza con cui sono stati svolti arresti anche con l’accusa di aver corrotto un ex presidente di sezione del Consiglio di Stato: Riccardo Virgilio. I rapporti, in questo caso, sarebbero stati di Amara. Riccardo Virgilio è indagato per corruzione: avrebbe ottenuto sul suo conto corrente svizzero circa 750mila euro. Virgilio è lo stesso che emette numerose sentenze di interesse di Amara e dei suoi imprenditori amici, come per la società Exitone spa e per Ezio Bigotti, amministratore della Sti spa (già coinvolta nel procedimento sull’appalto Consip Fm 4 da 2,7 miliardi). In un verbale a sommarie informazioni, l’amministratore di Siram, Frederic Van Heems, racconta di «anomale situazioni legate alla definizione di processi amministrativi avanti al Consiglio di Stato, nei quali Siram risultava soccombente rispetto alla Sti». Gli investigatori, negli atti, riportano anche un’altra sentenza emessa da Virgilio: la n. 08679/2015, con cui stabilisce di togliere alla Siram l’appalto per la gestione «del servizio integrato energia per la Pubblicazione amministrazione» in Lombardia, affidandolo a Cns, mandataria di una Rti tra le quali c’è anche la Exitone spa. A favore di Siram s’era espresso il Tar Milano, che aveva trovato parere positivo di Consip, dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e dell'Anticorruzione di Raffaele Cantone

Dall’organizzazione di eventi giuridici alla corruzione
Ma torniamo a Fabrizio Centofanti e alla Cosmec. Il suo nome è nel registro degli indagati anche per aver corrotto Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Stando ai documenti del Gico della Guardia di Finanza, Venafro ottiene una «consulenza del valore di 72mila euro, di cui solo 42mila corrisposti» proprio attraverso lo schermo della Cosmec srl. Secondo gli investigatori la società è lo strumento per mantenere saldi rapporti con «politica e magistratura». Un particolare riassunto in una intercettazione dell’autista di fiducia di Centofanti, che a un nuovo dipendente dice: «Un’altra società invece che cura l’organizzazione di eventi che è quella che gli permette, appunto, di tenere i contatti, insomma, con il mondo della politica e della giustizia».

Il comitato scientifico dell’associazione culturale Cosmec
Ed è proprio analizzando i documenti giudiziari che emerge la seconda veste della Cosmec, attraverso cui Centofanti entra in connessione con i più alti vertici della magistratura, nessuno dei quali indagato all’interno di questa inchiesta. Dagli atti sequestrati dagli inquirenti il 6 aprile 2017 - in occasione delle perquisizioni anche nella sede della Regione Lazio - emergono particolari come l’esistenza di un comitato scientifico permanente dell’associazione culturale Cosmec: Antonio Merone, presidente di sezione della Corte di Cassazione e Cesare Mastracola, magistrato del Consiglio di Stato. Ai due giuristi l’associazione culturale di Centofanti, prevedeva «l’inserimento di magistrati ordinari e/o speciali, in relazione ai singoli eventi, all’interno del comitato scientifico». Così si scopre che in rapporti con l’associazione, per un convegno a Palermo, entrano anche Carlo Modica De Mohac, consigliere di Stato, Carlo Deodato, consigliere di Stato, Carlo Malinconico, docente di diritto dell’Unione europea dell’Università di Tor Vergata di Roma. Per una iniziativa a Orvieto, invece, troviamo nel comitato scientifico: Ennio Attilio Sepe, presidente dell’associazione magistrati tributaristi, Gianpiero Rinaldi, vice presidente della Commissione tributaria di Roma, Giuseppe Cipolla, ordinario di diritto Tributario, Barbara De Donno, consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Francesco D’Ayala Valva, garante del Contribuente Lazio e Molise, Daniela Gobbi, segretario generale dell’associazione magistrati tributari, e Silverio Tafuro, presidente di sezione della Commissione tributaria regionale Lazio.

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