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Le big d'Europa cercano la strada verso Kiev

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Le big d'Europa cercano la strada verso Kiev

 La Juventus  in allenamento (Reuters)
La Juventus in allenamento (Reuters)

Magari un giorno sarà Eurolega, ed è pure vero che le note dl suo inno sono diventate sinonimo del calcio più bello del mondo, delle pizze con gli amici davanti alla tv o dei boccali di birra pieni che tracimano a ogni gol. Ma per chi ha ormai superato gli “anta”, l'inizio della fase a eliminazione diretta della Champions ha ancora il profumo della ‘vecchia Coppa Campioni' , quella che dava spazio solo alle squadre vincitrici dei titoli nazionali, regalando fin dal primo turno confronti tanto improbabili quanto imprevedibili. Non di spiaccia allora se ci accostiamo agli ottavi della ‘nuova' Champions con quello spirito. Quello della resa dei conti, delle partite senza appello, dei verdetti definitivi. Emozioni che saldano passato e presente, proiettando la Coppa dalle Grandi Orecchie verso il futuro.

Fuori i secondi. Due ottavi che valgono una finale, cioè Real-Psg e Chelsea-Barcellona; il rampante Tottenham che ha tutto per sgambettare la Juve vicecampione; Il Siviglia di Montella contro il Manchester United di Mourinho (detentore, tra l'altro, dell'Europa League); il Porto del bomber camerunense Aboubakar contro il Liverpool del faraone Salah; contro il Liverpool della lo Shakhtar che arriva da quell'Ucraina che il 26 maggio a Kiev ospiterà la finalissima, e che è pronto a mandare k.o. la Roma come ha già fatto con il Napoli. A scorrere il novero di protagoniste e accoppiamenti, solo Basilea-Manchester City e Bayern Monaco-Besiktas sembrano sfide dal pronostico già chiuso in partenza a favore delle due big.

Cosa è cambiato. Rispetto al sorteggio di dicembre, non poche cose, in appena un paio di mesi. In ordine sparso: Coutinho che va a Barcellona e lascia Liverpool, dove da Southampton è arrivato Van Djik, il difensore più costoso della storia; Alexis Sanchez che chiude con l'Arsenal e va alla corte di Mourinho; il Chelsea che manca il colpo Dzeko ma che ha preso dall'Everton il talentuoso Barkley. Insomma, il mercato invernale ha rimpolpato anche le rose di molte protagoniste degli ottavi, che hanno aggiunto molte (presunte) frecce al loro arco. Tra tante scommesse, due certezze. Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, 4 Champions a testa, e tanta voglia di entrambi di sparigliare il conto a proprio vantaggio.

Stelle da panchina. Tanti in campioni in campo, che quasi ci si dimentica degli assi che guidano le 16 più belle d'Europa. A partire da Zinedine ‘Zizou' Zidane, che cerca la terza Champions di fila da allenatore (sarebbe un record, in aggiunta a quella vinta coi ‘blancos' nel 2002), anche se prima di farlo dovrà salvare la panchina nella sfida contro il Paris Saint Germain che ha il sapore classico della finale anticipata. Folta la pattuglia degli allenatori italiani: Allegri e Di Francesco, ma anche Conte e Montella, che dopo aver guidato il Milan al superamento del primo girone di Europa League, si è trovato come paradossale conseguenza dell'esonero da parte del Diavolo, la 'promozione' agli ottavi Champions, visto che ora è il nuovo timoniere del Siviglia. Bastino i nomi di Guardiola, Heycknes, Valverde, Pochettino, Mourinho, Klopp, Emery a completare una schiera di ‘menti calcistiche' senza pari al mondo, che qualifica il torneo tanto quanto le prodezze dei vari Messi, Ronaldo, Neymar e compagnia bella. Grande assente Carlo Ancelotti, al quale l'inseguimento al poker Champions è stato negato dal prematuro esonero da parte del Bayern.

Pronostici e percentuali. Inevitabili, in attesa del responso del campo. E allora: Juventus 55%-Tottenham 45%; Basilea 10%-Manchester City 90%; Porto 48%-Liverpool 52%; Real Madrid 52%-Paris Saint Germain 48%; Chelsea 40%-Barcellona 60%; Bayern Monaco 90%-Besiktas 10%; Siviglia 40%-Manchester United 60%; Shakhtar Donetsk 48%-Roma 52%.

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