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Licenziare i direttori dei musei? Solo se sbagliano, ma niente spoils…

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Beni culturali

Licenziare i direttori dei musei? Solo se sbagliano, ma niente spoils system

(Ansa)
(Ansa)

Il direttore del museo Egizio, Christian Greco, può dormire sonni tranquilli. Le minacce di rimuoverlo, poi ridimensionate, da parte di Fratelli d’Italia per la campagna lanciata dall’Egizio a favore dei cittadini di lingua araba (si entra in due, paga solo uno) non hanno fondamento giuridico. Il museo torinese, con una collezione seconda solo a quella de Il Cairo, è infatti una Fondazione di diritto privato e la nomina del direttore è nelle mani del consiglio di amministrazione. Niente può il ministro dei Beni culturali. E non funziona neanche lo spoils system. Regole che valgono anche per i direttori dei 30 musei autonomi statali.

Potere di nomina al Cda
L’esito delle elezioni del 4 marzo, dunque, non può influenzare l’incarico dei direttori dei musei, né di quello dell’Egizio né degli altri, dagli Uffizi al Colosseo. La manovra annunciata da Fratelli d’Italia dopo lo scambio di vedute tra la leader Giorgia Meloni e Chistian Greco sull’opportunità di favorire gli arabi non ha appigli giuridici: anche un eventuale avvicendamento del Governo non potrà intervenire sugli assetti del museo di Torino. Trattandosi, infatti, di una Fondazione di diritto privato, la nomina del direttore è riservata al Cda, dove siede un rappresentante dei Beni culturali, uno della Regione Piemonte,uno della Provincia di Torino, uno del sindaco di Torino e uno designato dalla Compagnia di San Paolo.

Lo spoils system non entra al museo
Il Cda ha scelto Greco nel febbrai0 2014, conferendogli un mandato con scadenza nel 2018, mandato regolato da un contratto di diritto privato. Dunque, l’ipotesi di licenziamento - che è sempre nel potere di Cda - si può configurare solo in caso di addebiti gravi. L’ipotesi dello spoil system è, invece, del tutto campata per aria, a meno che tra il direttore e il Cda della Fondazione non ci sia un mutuo consenso.

Dirigenti pubblici alla guida dei musei autonomi
Anche i direttori dei trenta musei autonomi statali, sui quali il potere del ministro è ben più incisivo, non sono così vulnerabili. Sono stati nominati con un incarico di quattro anni, rinnovabile per altri quattro, e sono dirigenti pubblici ai quali si applica, dopo la privatizzazione del pubblico impiego, il contratto di natura privatistica. Ma questo non significa che possano essere rimossi liberamente: anche in questo caso, il licenziamento può scattare solo in presenza di mancanze gravi (vale il principio di responsabilità dirigenziale) .

Il rischio contenzioso
Non vale, invece, il principio dell’avvicendamento attraverso lo spoils system: in altri termini, il direttore di Brera non può essere spostato, per esempio, a Capodimonte. A meno di non voler innescare un ulteriore contenzioso davanti alla giustizia amministrativa, già chiamata a decidere sul fatto che alcuni di quei direttori siano stranieri.

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